Dopo quella sulle unioni, oggi c’è un’altra fiducia, posta dal governo. Tocca questa volta ai senatori e al decreto sulla funzionalità del sistema scolastico e della ricerca. E monta un po’ un caso politico, però, al Senato, se invece alla Camera ha prevalso l’entusiasmo per il passo avanti sui diritti civili. Monta ma non perché è la fiducia numero 54 quella posta da Maria Elena Boschi per conto di Renzi – che porta così il governo ancora più avanti nella classifica di chi ha più costretto il dibattito parlamentare (Mario Monti, un tempo campione, ne pose 51 in un anno e mezzo, ma Renzi l’ha superato. Berlusconi al massimo ne contò, tra le proteste del Pd, 45 in un’intera legislatura). Il fatto è che la fiducia è servita a impedire che si discutesse un ordine del giorno della senatrice a vita Elena Cattaneo.

Cattaneo – della quale potrete leggere la posizione in un’ampia intervista sul prossimo numero di Left – contesta Renzi sulla ricerca e, in particolare, si oppone alla scelta di affidare all’Istituto italiano di tecnologia la gestione di Human Technopole, il progetto che dovrebbe nascere sulle ceneri dell’Expo, e i relativi fondi. L’IIT, fondazione di diritto privato, è infatti al centro di una polemica per ingenti fondi già assegnati e non utilizzati e diventerà così il destinatario di oltre 1,5 miliardi di euro (in dieci anni) per la ricerca genomica. Sul prossimo numero di Left c’è dunque intervista a Cattaneo e c’è il nostro Pietro Greco che ci racconta cosa sta succedendo nella ricerca italiana. Ma è Giorgio Napolitano a dare eco alla vicenda.

L’ex presidente della Repubblica – cosa rara – ha preso infatti la parola in aula per sostenere l’ordine del giorno firmato da Cattaneo e altri senatori tra cui Walter Tocci. Dopo aver riassunto la vicenda dell’Human Technopole, Napolitano ha infatti detto: «Io credo che bisogna dare soddisfazione ai problemi posti dalla senatrice Cattaneo nel suo ordine del giorno. L’ordine del giorno non sarà votato, in quanto sarà posta la fiducia, ma io mi aspetto, onorevole rappresentante del Governo, che nella sua replica si dicano cose precise, si assumano degli impegni chiari, sia nel senso di fornire tutte le informazioni che sono mancate, sia di mostrare una disponibilità, che io non posso immaginare non vi sia da parte del Governo, a ripensare a decisioni frettolose che sono largamente discutibili sul piano del metodo e su quello degli interessi generali della ricerca scientifica e dunque del futuro del nostro Paese».

L’ordine del giorno poneva al governo una serie di questioni. Chiedeva ad esempio di «precisare in cosa consista il ruolo di “coordinatore degli attori coinvolti” svolto dal Miur nel progetto Human Technopole e come tale coordinamento sia stato esercitato fino ad oggi», chiedeva «quale destinazione concreta avranno gli 80 milioni di euro attribuiti come “primo contributo” per l’anno 2015 all’Istituto Italiano di Tecnologia», e chiedeva di «illustrare le ragioni» che hanno portato il Governo ad affidare proprio al IIT, «un ente sprovvisto delle competenze specifiche nelle materie», un progetto di ricerca con contestuale erogazione diretta di 80 milioni.

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