“Affannosa ricerca di un limone”. Ascoltate questa traccia su “Amore tossico”, la colonna sonora del film di Claudo Caligari e fatevi venire un po’ di angoscia. E poi, ascoltando tutte le tracce incise su vinile color rosso sangue, pagate tributo alla storia infinita dei compositori di colonne sonore e sigle di scuola italiana.

La colonna sonora di Amore tossico, composta da Detto Mariano, che fino a quel momento aveva composto principalmente musica per film leggeri e commedie, usando solo un Fairlight, sintetizzatore che all’epoca era di grande avanguardia, esce per la prima volta su disco. Con una bella operazione, Penny Records ha pensato di stampare questo disco accompagnandolo, stavolta anche in versione digitale, da Tossico Amore, ovvero la stessa colonna risuonata e reinterpretata da La Batteria, quartetto romano che ama ricreare, bene e in maniera originale, il sound tipico delle colonne sonore italiane (qui qualche esempio, sul loro sito). Che poi sono tante come i generi di culto di quegli anni, dall’horror, ai polizieschi fino alle commedie sexy.

Il risultato sono due bei dischi (bella la copertina di Emiliano Stand Cataldo), che ci rigettano nelle atmosfere di un film culto che raccontava, quasi in diretta, la catastrofe dell’eroina nelle periferie urbane dei primi anni 80. Un racconto nella stessa Ostia ripresa da Caligari nel suo”Non essere cattivo”, ahinoi ultimo film di questo regista poco prolifico e straordinario 30 anni dopo.

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Il risultato di questi due lavori, uno antico, l’altro vintage – come si dice oggi per qualsiasi cosa suoni o appaia di un’altra epoca – è un viaggio profondo e a tratti angosciante come la vicenda raccontata in “Amore Tossico”, musica tesa, asciutta e coinvolgente, elettrica nelle tracce originali e più rotonda, suonata, in quelle de La Batteria, che è composta da musicisti con una lunga storia e mille frequentazioni – e la cosa si vede, il disco è prefetto: suona antico, è fedele all’originale ma è proprio un’altra cosa.

Racconta Detto Mariano: «Caligari fu meticoloso nella scelta critica delle musiche per il suo primo film e anche se ribadisco il suo completo assenso ai temi principali, pure, in alcune scene fece intervenire un signore il cui ruolo non mi era mai capitato di incontrare prima né da allora ho mai più incontrato.

Fece venire in sala un esperto in droghe. Il suo compito era quello di appurare se le mie musiche corrispondevano all’effetto che le droghe facevano a chi le assumeva». Ci sono brani che che lasciano immaginare che l’esperto se ne intendesse, non solo degli effetti, ma dell’angoscia e dolore dell’astinenza.

E se non conoscete Amore Tossico, questo è il trailer

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