«Virginia Raggi e Roberto Giachetti hanno entrambi la possibilità, nei giorni che ci separano dal ballottaggio, di fare una promessa: abbattere subito quel maledetto Lungomuro di Ostia». Comincia così l’appello del giornalista Giampiero Calapà su Change.org per chiedere ai candidati che si sfideranno il 19 giugno per la guida della Capitale, l’abbattimento del muro «che impedisce a romani e turisti di osservare l’orizzonte, di vedere il mare passeggiando, di accedere alla spiaggia senza dover passare per forza da cancelli, filo spinato, negozi e casette varie spesso abusive. Di affacciarci al Mediterraneo. Di voltare le spalle a Mafia Capitale».
«È una promessa difficile da fare – prosegue il giornalista del Fatto Quotidiano – perché quelle spiagge sono ostaggio dei potenti balneari e i voti dei potenti balneari sono voti che potrebbero risultare decisivi».

 

Sul “mare di Roma”, tra il Pontile e piazzale Cristoforo Colombo, 4 chilometri di abusi edilizi e spiagge a pagamento. Cemento e artefatti di varia natura impediscono l’accesso libero alla spiaggia. E di fronte al potere di alcuni operatori, l’amministrazione arranca. Il racconto di Left

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