I primi exit poll danno il candidato del Pd in testa di poco a Milano e in vantaggio più netto a Bologna. Dove l’avversario è il vecchio centro destra, dunque, il Pd di Renzi fa fatica ma riesce ancora a tenere. Dove invece non c’è l’alibi della destra da battere, dello spauracchio leghista che ha danneggiato Parisi, gli elettori puniscano senza appello il rottamatore, la sua azione di governo e i suoi candidati. Si spiega così il vantaggio della Appendino sul sindaco uscente a Torino e la sconfitta senza appello di Bob Giachetti, doppiato nei voti da Virginia Raggi a Roma. Se aggiungiamo che a Napoli il Pd neanche concorre al ballottaggio, si può concludere che il Partito della Nazione, la creatura pensata per vincere dal premier segretario, è morto sul nascere. Semmai è il Movimento 5 Stelle, un anti-partito-della-nazione che prende voti in modo trasversale e si impone nella capitale burocratico-amministrativa e in quella che fu la capitale operaia.

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