Per quanto la medicina abbia da tempo dimostrato che non esiste alcun nesso fra vaccino trivalente e autismo, alcuni giudici si ostinano a non tener conto dell’evidenza scientifica e della truffa, ben nota e documentata, che è alla base di questa pericolosa bufala. Un caso clamoroso fu quello che riguardò la procura di Trani nel 2014 che aprì un’inchiesta sul vaccino trivalente dopo la denuncia da parte dei genitori di due bambini ai quali è stata diagnosticata una «sindrome autistica ad insorgenza post vaccinale».

Ora un nuovo caso di falso nesso fra vaccino e autismo riguarda il vaccino tetravalente contro tetano, differite ed epatite B e pertosse: il Tar della Sicilia impone al ministero alla Sanità di risarcire un ragazzo autistico di Agrigento che vi si sottopose nel 2000. Alla base c’è la decisione del tribunale civile che nel 2014 sostenne un rapporto di causa-effetto tra medicinale e patologia riconoscendo alla famiglia un danno di 250mila euro che il ministero non ha saldato.
Della infondata correlazione fra vaccini e autismo abbiamo scritto molte volte su Left, raccogliendo le voci dei maggiori esperti sul campo. Forse però è utile richiamare ancora una volta per sommi capi la vicenda, perché questa pervicace convinzione non è innocua, perché induce i meno informati a non vaccinare i propri figli.

Dunque veniamo ai fatti. Studi autorevoli e indipendenti dalle case farmaceutiche hanno smentito qualsiasi nesso fra vaccino e autismo. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) già nel 2013 bacchettò l’Italia, dopo la sentenza del tribunale di Rimini che riportava in campo pregiudizi infondati verso il vaccino trivalente. E ancora oggi ribadisce: «I dati epidemiologici disponibili mostrano che non c’è evidenza di una connessione tra MPR e i disordini dello spettro autistico».

Ben nota è la frode che ha è alla base questa perniciosa credenza: tutto cominciò nel 1998 con un articolo che il medico inglese Andrew Wakefield pubblicò su The Lancet, ipotizzando una stretta relazione fra autismo e vaccini. Lo studio esaminava le vicende di dodici bambini che, a detta del medico che poi fu processato, avrebbero sviluppato marcati disturbi del comportamento in seguito alla somministrazione del vaccino. Nell’articolo si parlava anche di sintomi legati a disturbi intestinali e di una fantomatica sindrome detta “enterocolite autistica” (di fatto inesistente). All’inizio degli anni Duemila esplose il caso Wakefield in Inghilterra: il medico fu osannato dai media fin quando, nel 2000, una serrata inchiesta del Sunday Times lo smascherò portando alla luce che aveva intascato 55mila sterline per confezionare ad hoc quell’articolo che doveva servire come “pezza d’appoggio” per estorcere risarcimenti ad aziende produttrici di vaccini. Nel 2010 The Lancet non solo ritirò lo scritto di Wakefield ma lo cancellò dai suoi archivi. Due anni dopo, con una sentenza dell’Alta Corte britannica, il medico è stato radiato dall’Albo e gli è stato vietato di esercitare la professione.

La leggenda di un nesso fra vaccini e autismo non è innocua. Produce panico non giustificato dai dati della letteratura scientifica. E ha conseguenze nefaste: la mancata vaccinazione di massa, per esempio, impedisce oggi di raggiungere l’obiettivo possibile di debellare morbillo parotite e rosolia, malattie comuni ma che possono avere pericolose complicanze. Un bambino su mille può andare incontro ad encefaliti e avere danni ulteriori. Che nel 2016  un bambino possa morire di morbillo è inaccettabile, perché le protezioni per evitarlo ci sono. Checché ne pensino alcuni giudici mal informati da consulenti (sui quali varrebbe la pena di fare una inchiesta approfondita).
«Noi medici – dice il pediatra Alberto Villani dell’ospedale Bambino Gesù – dovremmo dedicare più tempo a spiegare ai genitori perché è importante vaccinare. Bisogna dire che ci possono essere alcune piccole contro indicazioni come la febbre ma anche che il rapporto rischio/beneficio è del tutto sbilanciato su quest’ultimo. Non è un caso che tetano, polio, difterite siano sparite dalle nostre vite. I vaccini sono uno strumento meraviglioso e affidabile».

20 luglio 2016

L’importante presa di posizione della Federazione degli Ordine dei medici:

 la Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) prende posizione in modo chiaro sui vaccini: i medici che sconsigliano i vaccini infrangono il codice deontologico, e vanno incontro a procedimenti disciplinari che possono arrivare alla radiazione. La Fnomceo ha presentato un documento circostanziato sul tema. «Noi siamo pronti a fare la nostra parte – ha spiegato il segretario Luigi Conte – sono già in corso e sono stati fatti procedimenti disciplinari per medici che sconsigliano i vaccini. Si può arrivare anche alla radiazione».

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