Le grandi imprese britanniche fanno i conti sulla Brexit. Alcune sorridono, ma altre no, sostiene il Financial Times che le ha consultate. Per alcuni gruppi il crollo della sterlina, che oggi si cambia al valore più basso degli ultimi 35 anni, è una manna dal cielo: per Primark e Associated British Food, gruppi di produzione e distribuzione di moda e cibo le previsioni sono rosee, mentre Sport’s Direct, che vende grandi marchi sportivi online parla di un calo significativo. La verità è che è molto presto per farsi un’idea seria delel conseguenze: non sappiamo a che punto si attesterà la sterlina e neppure che regole commerciali entreranno in vigore per vendere, esportare dalla Gran Bretagna in Europa. Il Financial Times prevede che le imprese di costruzione e l’immobiliare subiranno un colpo, perché, si prevede, il mercato immobiliare rallenterà.

Sempre il Financial Times monitora una serie di indicatori giorno per giorno per valutare come e quanto la Brexit stia avendo un impatto immediato sulla vita quotidiana.Nella settimana dopo il referendum c’è stato un crollo di nuove offerte di lavoro, dimnuisce il numero di persone che entrano nei negozi e le vendite di John Lewis, unica catena a pubblicare dati di vendita settimanali, calano. C’è anche stato un picco della ricerca della parola “recessione” su Google.

E l’Europa? Meno giovani (-14.2%) e meno export (-8.5%), ma anche meno spese. Il think thank The european house – Ambrosetti ha messo in fila una serie di indicatori – che riguardano la situazione dello scorso anno e possono essere presi a riferimento per farsi un’idea –  su come cambierà l’Unione senza Gran Bretagna. Euronews ne ha cavato un’infografica che ripubblichiamo qui sotto.

 

l'infografica elaborata da eunews.it

l’infografica elaborata da eunews.it

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