L’immagine che vedete è del 5 agosto, quando a Ventimiglia migranti e richiedenti asilo hanno forzato il cordone della polizia e si sono gettati in mare per raggiungere a nuoto la Francia. Il sabato e la domenica a seguire sono stati giorni e notti di disordini. La tensione è altissima al confine con la Francia. Nei disordini di domenica, il sovrintendente capo della Polizia di Stato di Genova, Diego Turra, 52 anni, ha perso la vita colto da un infarto. E in tre sono stati arrestati dalla polizia italiana alla frontiera di Ponte San Ludovico perché, secondo le forze dell’ordine, detenevano mazze, coltelli e cappucci neri e sono stati sottoposti a fermo. I tre – una donna italiana, una donna francese e un uomo francese – sono in stato di fermo e i loro si aggiungono ad altri due provvedimenti di fermo che hanno raggiunto i rappresentanti del movimento No Border e a 11 fogli di via obbligatori emessi dalla polizia. I tre arrestati secondo la polizia volevano partecipare alla manifestazione dei migranti in programma per domenica, manifestazione che è stata annullata dai No Borders: «Non vogliamo cadere in trappola” hanno commentato».

Un campo di accoglienza temporaneo a Ventimiglia.
I migranti: è un carcere

Perché sono scoppiati i disordini? Dopo che circa 200 migranti hanno occupato una ex caserma dei Vigili del fuoco a Ventimiglia. E perché erano in fuga? Non vogliono stare in quello che chiamano il «carcere» di Ventimiglia, e cioè il centro di Parco Roja gestito dalla Croce rossa. Dove, hanno dichiarato, subiscono «quotidiani soprusi». Perciò, in 300 erano riusciti, la notte del 4 agosto, ad allontanarsi dal “campo di accoglienza temporaneo” di Ventimiglia, di cui vi abbiamo parlato qualche tempo fa, e ad attraversare la ferrovia. E in 200 erano riusciti ad accamparsi e occupare la pineta dei Balzi Rossi, appena 50 metri dal confine. Direzione: Mentone, Francia. Quando la domenica il gruppo si è accampato proprio davanti alla frontiera, come un anno fa, a raggiungerli sono arrivate numerose le forze dell’ordine. Lo sgombero. E le cariche.

«Pezzi di merda», «bastardi». È la voce di un poliziotto italiano in borghese quella che insulta i migranti durante lo sgombero (e nel video viene scovato da Fanpage). Per questo video, il deputato di Possibile Giuseppe Civati ha chiesto al ministro degli Interni Angelino Alfano di dare spiegazioni.
Intanto, il sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano dice che «chi crea disagi a Ventimiglia non ci può stare». Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, invoca il pugno duro. E, oggi, il capo della polizia Gabrielli sarà a Ventimiglia. Alla fine, nei container sono rientrati 118 migranti, mentre in 25 sono nelle mani della Paf e altri sono stati spediti nei centri di identificazione ed espulsione del Sud Italia.

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