È Natale anche per Monte dei Paschi e questa è la storia, meglio, questa è la banca più vecchia del mondo. Ecco in breve cosa è successo.
Servivano 5 miliardi di euro per salvare l’istituto finanziario, ma la soluzione di mercato è fallita, i soldi non sono stati raccolti, gli investitori non si sono fatti avanti. E se nessun privato vuole assumersi il rischio a farsi avanti è lo Stato con un “ombrello-protettivo” e un decreto “salva banche”. Per il nuovo primo ministro Paolo Gentiloni e per Pier Carlo Padoan, ministro dell’economia, si prospettano festività cariche di emozioni: la Bce ha fissato come data di scadenza per il salvataggio il 31 dicembre.
L’aiuto dello Stato non potrà però durare a lungo (si pensa a un anno, massimo un anno e mezzo), la direttiva europea Brrd sulla risoluzione delle crisi bancarie infatti parla chiaro: il carattere degli interventi pubblici nel salvataggio degli istituti finanziari in crisi “hanno carattere cautelativo e temporaneo”.

Come funzionerà il decreto “Salva-Banche” e cosa succede adesso?

Già 20 miliardi di euro sono stati approvati dal Parlamento per supportare il sistema bancario in crisi (Mps inclusa quindi, ma non solo). Nel caso specifico di Monte dei Paschi si procederà attraverso una ricapitalizzazione preventiva: in poche parole il Tesoro, che già possiede il 4% della banca toscana, dovrebbe acquisire una quota che presumibilmente si avvicinerà molto alla maggioranza assoluta. Realizzata la ricapitalizzazione precauzionale scatterà il meccanismo del burden sharing cioè della condivisione dei rischi e delle perdite con gli azionisti (quindi praticamente con lo Stato) e gli obbligazionisti subordinati, chi ha investito in obbligazioni subordinate sarà infatti costretto a trasformarle in azioni vere e proprie della banca. Il meccanismo del burden sharing ha il vantaggio di limitare le perdite, cosa che non sarebbe accaduta con il bail in, la ricapitalizzazione interna, con perdita del capitale per azionisti, obbligazionisti e correntisti al di sopra dei 100 mila euro. Qui un’infografica per capire meglio quali erano gli scenari che si prospettavano. Ovviamente sulle modalità della condivisione dei rischi tra Mps e lo Stato, inizierà una trattativa fra il Governo e Bruxelles.

Cosa succede per i piccoli risparmiatori

Oltre agli investitori istituzionali la faccenda Monte dei Paschi coinvolge circa 40mila risparmiatori. Padoan ha negoziato con la commissaria europea per la concorrenza Margrethe Vestager alcune compensazioni (probabilmente un rimborso in azioni) per garantire ai piccoli investitori un impatto “minimo o inesistente”. Un’operazione quella di Padoan che dovrebbe anche placare le polemiche del Movimento 5 Stelle, agguerritissimo, come è ovvio, sulla questione.

Quanto costa risanare il sistema delle banche italiano

Secondo Bloomberg, quello che sta accadendo con Monte dei Paschi è imbarazzante. «Si supponeva che dovessero sistemare il problema la scorsa volta, ogni volta invece si ritorna allo stesso punto. Francamente è imbarazzante. Spero sia l’ultima volta che sentiamo parlare di un salvataggio di Mps» commenta Lionell Laurent. Secondo i giornalisti di Bloomberg è evidente che, se il problema continua a ripresentarsi nonostante i vari salvataggi, evidentemente il mercato non vede una soluzione. Soprattutto, si chiedono: quanti soldi sono necessari per far sì che le banche italiane siano risanate e possano sostenersi da sole?
Secondo le stime di Bloomberg almeno di 52 miliardi di euro, più del doppio di quelli previsti dal decreto salva banche.

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