L’aria dell’India sta per raggiungere e superare quella della Cina in senso negativo. Secondo State of Global Air, uno studio appena pubblicato sulla qualità dell’aria mondiale e prodotto dai ricercatori americani dell’Health Effects Institute e dell’Institute for Health Metrics and Evaluation lo sviluppo rapido alimentato dal carbone è il respoinsabile. In India muoiono in media un milione e centomila persone l’anno a causa della pessima qualità dell’aria determinata dall’inquinamento da carbone – che Donald Trump ha promesso di ricominciare a estrarre in West Virginia e nella zona delle miniere abbandonate e di utilizzarlo per le industrie americane.

Ma mentre i decessi legati all’inquinamento atmosferico in Cina si sono assestati negli ultimi anni grazie a una politica aggressiva di investimenti in energie rinnovabili e a qualche controllo in più, il tasso è salito in India, dove i dati sullo smog nelle grandi città superano di molto i livelli di esposizione ritenuti accettabili e i morti sono aumentati di 300mila unità in 15 anni. A Nuova Dehli c’è un’emergenza ambientale costante e le scuole rimangono spesso chiuse. In confronto Pechino è un paesino di montagna.

Tra il 1990 e il 2015 l’India ha registrato un aumento attorno al 50 per cento dei primi decessi legati alle particelle sospese nell’aria note come PM2.5 (o polveri ultrasottili), che rimangono sospese nell’aria per annidarsi nei polmoni e produrre cancri, polmonite, bronchite cronica e malattie cardiache si legge in State of global air.

Insieme, i due giganti asiatici pesano per più della metà di tutti i decessi a livello mondiale prodotti dall’inquinamento ma India e vicino Bangladesh hanno sperimentato l’aumento più rapido degli ultimi sette anni e hanno le più alte concentrazioni di PM2.5 al mondo. Il problema serio è che l’India non sembra in grado, al momento, di cambiare il proprio modello energetico: nonostante gli annunci, poco si è fatto in materia di energie rinnovabili e il fumo di carbone non sembra essere destinato a scomparire presto dall’aria delle città indiane.

Se dall’Asia ci spostiamo al mondo possiamo osservare come sia l’Asia il continente con l’aria peggiore, mentre Europa e Nord America sono quelle meno inquinate (più scuro è più inquinato, da notare l’Arabia Saudita e l’Egitto).

E l’Italia? Le due figure qui sotto rappresentano l’inquinamento da PM2.5 e da ozono raffrontate con il resto dei paesi europei. Si noti come l’aria che respiriamo è piuttosto peggiore di quella della media degli altri Paesi europei che non siano quelli dell’est (la media globale è in nero, in alto). Quanto a ozono, siamo messi peggio di tutti e, se parliamo di decessi, siamo sotto la Russia e la Germania, che evidentemente sconta l’inquinamento delle aree ad alta industrializzazione.


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