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Sahra Wagenknecht, vice-presidente del partito tedesco “Die Linke”, ha rilasciato un’intervista al settimanale “Der Spiegel” in cui apre a una possibile alleanza con la Spd, dopo le elezioni di settembre.

Wagenknecht rappresenta l’ala radicale del partito di sinistra tedesco e, finora, non aveva mai lasciato spiragli per un’alleanza del genere. Ma qual è allora il motivo del cambio di strategia?

L’uscita di Wagenknecht è da collegare alla critica che Martin Schulz, ex presidente del Parlamento europeo e neo candidato della Spd, ha espresso recentemente nei confronti della riforma sociale “Agenda2010”, introdotta dal governo Schröder negli anni Duemila. Secondo l’ex Presidente del Parlamento europeo, “Agenda2010” andrebbe corretta, garantendo una maggiore tutela per lavoratori e disoccupati.

«Se la Spd è decisa a intraprendere una politica più sociale, non troverà certo un ostacolo nella Die Linke», ha affermato Wagenknecht. Ma si va ben oltre le allusioni: nel caso di una ricostruzione dello stato sociale e di un una politica estera pacifica, «una coalizione tra le forze di sinistra è possibile».

Infine, la leader della Die Linke ha detto che Schulz è diventato l’emblema di una volontà di cambiamento, ma che «il mantenimento delle sue promesse sociali, dipenderà comunque dalla forza della Die Linke» nel Parlamento.

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