«Ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra?». Se Giorgio Gaber avesse visto oggi come il centrosinistra vuol gestire l’immigrazione a quella domanda avrebbe fatto ancor più fatica a trovare una risposta. «Sicurezza è una parola di sinistra» aveva del resto rivendicato da neo-ministro Marco Minniti annunciando rimpatri, riapertura di centri detentivi, lavoro gratuito per i richiedenti. Dopo Alfano, al Viminale è arrivato lui: una vita tra Pci, Pds, Ds e infine Pd. Eppure quelle politiche si sono spinte ancora più a destra.

Sarà che in Europa – come racconta Martino Mazzonis nello sfoglio di primo piano di questo numero di Left – qualcuno a sinistra insegue il populismo di destra? Anche Jeremy Corbyn nel Regno Unito e Jean-Luc Mélenchon in Francia inseguono posizioni pericolose sull’immigrazione per recuperare quella working class arrabbiata che oggi vota a destra. E sarà che – stando a una rilevazione di Demos per la Repubblica – quattro italiani su dieci credono che l’immigrazione costituisca un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza delle persone? Sta di fatto che i numeri dicono altro: nel 2016 sono sbarcate in Europa 361.678 persone, il 64% in meno rispetto al 2015, quando erano un milione (dati Unhcr). Il record, piuttosto, è quello dei morti in mare: 5.022 persone hanno perso la vita cercando di raggiungere l’Europa nel 2016. Mai così tante. Eppure qui in Italia siamo ripiombati negli anni Duemila, ai tempi del governo Berlusconi-Maroni: Minniti alla guida del Viminale scavalca a destra persino Alfano. Rifà l’accordo con la Libia, si inventa nuovi centri per i rimpatri e lavoro obbligatorio per i migranti.

Al piano Minniti e a quella sinistra che sull’immigrazione parla e agisce come la destra è dedicato il primo piano del numero di Left in edicola

 

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