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Il 24 settembre la Germania deciderà il nome del suo prossimo Cancelliere, a sfidarsi Angela Merkel con la sua Unione cristiano democratica (Cdu) e il socialdemocratico Martin Schulz (Spd). Schulz prometteva di portare la Germania a sinistra, ma i risultati del voto nei Land tedeschi degli ultimi mesi non sembrano dargli ragione e anzi segnano un tre a zero per Angela Merkel. Tutto era iniziato a Marzo (ne avevamo parlato qui) con le elezioni per il rinnovo del Parlamento regionale del Land tedesco Saarland, ma quella che brucia di più è l’ultima clamorosa sconfitta dei socialdemocratici di Schulz, avvenuta ieri nella regione chiave della Renania Settentrionale – Vestfalia. Il land del Nord Reno – Westfalia infatti non solo, con i suoi 18 milioni di cittadini, è il più popoloso della Germania, ma è anche quello più a sinistra, il cuore del partito dell’ex presidente del Parlamento Europeo.
Lo spoglio assegna per ora circa il 34% dei voti alla Cdu di Merkel mentre il centro-sinistra di Schulz si è fermato al 31%, perdendo quasi 9 punti rispetto alle elezioni del 2012 dove si era attestato attorno al 39,1%. Batosta anche per i Verdi alleati di Spd che arrivano a un risicato 6% (la soglia di sbarramento del 5%per entrare nel parlamento regionale è fissata al 5%), un risultato quasi dimezzato rispetto alla tornata elettorale precedente nella quale avevano ottenuto l’11,33% dei consensi. E crollo anche per il partito di sinistra Die Linke, rischia quasi l’esclusione per poi mettersi in salvo con un 5% e garantirsi una rappresentanza.

Le ragioni della sconfitta della sinistra

Cosa ha pesato dunque sulla sconfitta del centro sinistra nella regione in cui la sua vittoria dovrebbe essere stata scontata? A giocare un ruolo fondamentale è stato sicuramente il tema della sicurezza, non è un caso infatti che i partiti che avevano una linea più dura sul tema siano stati premiati alle urne. L’Afd, partito di estrema destra arriva ad ottenere ben il 7,5% dei voti e anche il liberali dell’Fdp accrescono i loro consensi arrivando a un 12%.

 

A pesare sul crollo di Spd che aveva governato il land del Nord Reno – Westfalia negli ultimi 50 anni (dopo i risultati il presidente socialdemocratico del Land si è immediatamente dimesso), sono stati sicuramente anche i fatti di Colonia avvenuti lo scorso Capodanno, quelle molestie sessuali di massa in piazza che avevano sconvolto la Germania e l’Europa un anno e mezzo fa, facendo puntare il dito contro i migranti (e a dir la verità anche contro la Cancelliera del «welcome refugees»). A questo si sono poi uniti i vari attentati subiti negli ultimi mesi in altre città tedesche, contribuendo quindi a fare della sicurezza e della paura il tema centrale di una campagna elettorale in cui la sinistra a quanto pare non riesce ancora una volta a dare risposte concrete finendo per regalare voti alla destra e favorire il centro di Angela Merkel.

Prospettive per le elezioni nazionali del 24 settembre

Le elezioni nazionali sono lontane oltre quattro mesi, eppure il fatto che Spd sia crollata nella sua roccaforte e proprio dove risiedono ben un quinto dei voti dei cittadini tedeschi, mette in discussione le ambizioni di Martin Schulz. Merkel dal canto suo sembra riuscire a reggere con il suo temperamento moderato le spinte populiste che sembrano influire in modo radicale nelle ultime elezioni in Europa, si pensi all’ipotesi poi sventata di una vittoria di Le Pen, e negli Stati Uniti con il successo di Trump. La ragione della tenuta della Cancelliera (è in carica da ben dodici anni) è probabilmente da ricercarsi nei successi economici della sua politica. In Germania la disoccupazione è al 4,1 per cento e solo lo scorso week end il governo ha potuto annunciare non solo un record di esportazioni, ma anche che, di conseguenza, il denaro raccolto dalle sarà maggiore di quello pronosticato: ben 55 miliardi di euro in più entro il 2020.
Una ragione che a quanto pare, oltre alla sicurezza, sembrerebbe convincere i cittadini tedeschi a riconfermare per ora il loro voto per Merkel.

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