Jeff Buckley, la voce più bella della scena musicale degli anni Novanta (e non solo) finiva vent’anni fa nelle acque del Wolf River Harbor, un affluente del Mississipi, un incidente, si disse, ma la dinamica non è mai stata chiarita, l’autopsia non rilevò tracce di alcool o droga.Non aveva ancora trent’anni. Ci restano i suoi capolavori. In primo luogo Grace lo straordinario disco del 1994. Figlio di un grande musicista come Tim Buckley (morto di overdose a ventotto anni), e della violoncellista Mary Guiber, Buckley aveva una voce espressiva, intensa, che toccava corde segrete, tanto da essere amatissima anche da Bob Dylan, Bono Vox e Robert Plant, che parlavano di Jeff come il miglior artista della sua generazione.
Il suo corpo fu ritrovato solo il 4 giugno: l’autopsia stabilì che la morte fu accidentale, poiché non furono rinvenute tracce di alcool e di droga nel sangue.
Oltre a Grace, di Jeff Buckley restano alcuni live, il disco doppio di inediti Sketches for My Sweetheart the Drunk, e le cover di You and I.
A noi piace ricordarlo con una delle sue canzoni che amiamo di più.
Grace (1994).

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