Renzi ha completato l’opera. Dopo la chiusura dell’Unità è stato tenuto il battesimo del nuovo quotidiano del Pd: Democratica. Un Pdf che viene distribuito gratuitamente in rete, firmato da Andrea Romano e dai giornalisti che già lavorano ad Unita.tv, il sito che ha sostituito due anni fa quello del quotidiano unita.it. Un quotidiano che, peraltro, non reca nemmeno la registrazione della testata né tantomeno indicazione di una registrazione in corso.
Democratica è uno strano nome per un giornale. Come se fosse necessario ribadire, nel nome, l’essere democratici. Come se fosse necessario ribadire, nel nome, di avere un pensiero che non nega la donna.
Il sospetto è che entrambe queste cose non siano più nel pensiero e nell’azione del Partito democratico ormai da tempo. Per lo meno da quando Matteo Renzi è segretario.
Renzi ha completato l’opera di distruzione del Pd. Sicuramente esso non sarà più un partito che corrisponde alla parola sinistra. Inutile girarci intorno e pensare che possa non essere così.
Anche se Franceschini riuscirà a scalzare Renzi dalla segreteria, non farà che confermare la nuova identità del partito: non più Partito democratico ma Partito democristiano.
L’idea che il pensiero religioso cristiano possa avere qualcosa da dire in termini politici è ormai un pensiero comune, direi dato per scontato in politica, da qualunque prospettiva la si guardi. È questo il grande problema della politica italiana.
È difficile, difficilissimo, trovare un esponente politico che abbia voglia di esporsi a dire “qualcosa di laico”. La Chiesa non si può contestare. Il papa non si può criticare. La politica non vuole pensare in termini critici. La politica accetta, subisce ed esegue gli ordini del papa re.
Perché “il papa è buono”. Perché “il papa dice cose giuste”. Perché “meno male che c’è il papa, almeno lui certe cose le dice…”
Quindi dobbiamo ascoltare a reti unificate l’ovvietà delle affermazioni del papa, tipo “L’ Europa deve accogliere i migranti”, “Il lavoro è importante”, “I sindacati devono difendere i lavoratori”.
Come possiamo non essere d’accordo? Diceva un commentatore su Facebook: “perché voi di Left siete contro il papa? In fondo dice cose giuste e finché sarà così io sarò d’accordo con lui”.
Va chiarito questo passaggio: noi non siamo contro il papa. Il papa è in verità solo un venditore. Lo strumento di un pensiero violentissimo, quello sì da rifiutare completamente.
Un pensiero che promette e afferma cose che non esistono (la vita dopo la morte o l’esistenza del diavolo come “persona”) affermando continue falsità sulla realtà umana.
Tanto per dirne una: il pensiero religioso dice che gli esseri umani sono spontaneamente cattivi. Il cosiddetto peccato originale. Ma se così è, inevitabile pensare che il razzismo sia naturale!
Chi ha ragione? Noi che pensiamo che gli esseri umani diventano razzisti perché hanno un problema con il diverso da sé o la Chiesa che dice che gli esseri umani sono cattivi e semmai vanno costretti a non esserlo seguendo delle regole che stabiliscono loro?
L’avevo già detto qualche settimana fa: la religione sfrutta la normale “piccola” alienazione che tutti possiamo avere in misura minore o maggiore, per insinuare il suo pensiero mortifero: la realtà umana è la sofferenza, lo scopo dell’essere umano è la morte perché dopo la morte ci sarà la vera vita, la verità umana è il rapporto con il non essere, è il rapporto con dio.
Tutto questo è falso.
La verità umana è il rapporto con gli altri esseri umani. La realtà umana che compare alla nascita (e non prima) con la comparsa della realtà psichica che si crea dalla biologia umana tramite un meccanismo di reazione alla luce, lo stimolo nuovo. La reazione è inevitabile. La nascita è inevitabile. La reazione è la pulsione di annullamento – il mondo non esiste – che diventa istantaneamente, con la vitalità della biologia del corpo, fantasia di sparizione. La pulsione viene trasformata in pensiero. Il mondo resta là dov’è ma viene messo da parte. L’annullamento diventa completo disinteresse per il mondo non umano. Il pensiero umano è tutto rivolto verso l’umano perché il mondo non umano non esiste. È annullato. Esiste solo la certezza dell’esistenza di un altro essere umano. L’essere umano nasce inetto perché non ha rapporto con il mondo non umano. Se il bufalo annullasse il mondo quando nasce come gli esseri umani sarebbe immediatamente ucciso da un predatore. Deve subito camminare, essere subito indipendente. L’uomo cammina dopo un anno di vita. Perché deve prima superare l’alienazione insita nella nascita e prendere rapporto con il mondo.
Il lettore che voglia comprendere questo pensiero affascinante legga Istinto di morte e conoscenza di Massimo Fagioli (ed. l’Asino d’oro) per capire appieno come questa dinamica spazza via ogni pensiero religioso.
Ci si potrebbe poi chiedere: questo vale per il bambino, ma per gli adulti? Qual è l’identità dell’uomo e della donna?
La risposta è apparentemente semplice. L’ho ascoltata dalla bella voce di Elena Pappagallo in un video di un convegno del 2000 all’Aula magna dell’Università di Roma “Sapienza”.
«Forse posso pensare qual è la causa della depressione. Uno strano rapporto, mortale, tra uomini e donne. Perché per un verso gli uomini non hanno mai capito che la loro identità siamo noi. E noi donne, non abbiamo mai capito, o se per una volta abbiamo capito poi non abbiamo voluto o non abbiamo avuto il coraggio di imporre agli uomini, che la loro identità siamo noi. Perché siamo noi la loro immagine interna. Se la mia colpa mi porta alla depressione penso potrò calmarmi un po’ soltanto se riuscirò a dimenticare me stessa per essere la bellezza di un uomo».

L’editoriale di Matteo Fago è tratto dal numero di Left in edicola


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