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Quella dell’enorme iceberg A68 che si sta staccando dalla banchisa antartica, grande quanto la Liguria, molto probabilmente sarà l’immagine più emblematica del caldo record del 2017. Ma il 2016 se ci ricordiamo bene, non andò meglio. La conferma viene ora dal XII Rapporto Ispra sugli indicatori del clima in Italia, secondo cui il 2016 risulta essere stato il sesto anno più caldo per l’Italia dal 1961.

L’aumento delle temperature che si è registrato in Italia lo scorso anno è di poco superiore ai valori climatici globali del mondo, rileva l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Nel 2016, per il terzo anno consecutivo, «la temperatura media annua globale del pianeta ha segnato un nuovo record». La media annuale italiana, infatti, è aumentata di 1,35° mentre quella mondiale si è fermata, si fa per dire, a +1.31 °C.

Le anomalie dei cambiamenti climatici non riguardano solo le terre emersea: nei mari italiani c’è «un’anomalia media di +0.99°C rispetto al periodo di riferimento 1961-1990». Secondo i dati Ispra il 2016 si colloca «al 4° posto della serie, dopo il 2015, il 2012 e il 2014», afferma ancora Ispra. Nel 2016 tutti i mesi sono stati più caldi della norma, soprattutto dicembre al Nord (+2.76°C), febbraio al Centro (+3.02°C) e aprile al Sud e sulle Isole (+2.99°C). Ecco perché tanta siccità e bombe d’acqua. «Nel 2016 non sono mancati eventi di forte intensità, anche prolungati, come quelli che hanno colpito la Liguria e il Piemonte nella terza decade di novembre. Tuttavia, la caratteristica più rilevante del 2016 è stata forse la persistenza di condizioni siccitose», dicono infatti gli esperti. Lo scorso inverno è stato registrato un record negativo: pochissime precipitazioni, per un livello inferiore o uguale a 1 mm registrato a Capo Bellavista (Nu) con 334 giorni di seguito senza pioggia.

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