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Dopo l’evento epocale di Jazz italiano per l’Aquila nel 2015, e la replica nel 2016, trasformatasi in Jazz italiano per Amatrice visto il primo terremoto del 24 agosto 2016, anche quest’anno i musicisti italiani di jazz si mobilitano in massa per un progetto più articolato che coinvolge tutte e quattro le regioni colpite dal sisma, in altrettante città simbolo.
Jazz italiano per le terre del sisma (questo il titolo scelto per la nuova edizione) parte il 31 agosto da Scheggino, perla della Valnerina, in Umbria, per poi proseguire il 1 settembre nelle Marche a Camerino, nella Rocca Borgesca; il 2 settembre sarà la volta di Amatrice, lil posto più duramente colpito, per concludersi con una grande kermesse che durerà tutta la giornata, come due anni fa, il 3 settembre a L’Aquila, con 600 musicisti distribuiti in ben 18 siti diversi, a partire dalle 11 di mattina fino a notte fonda.
In tutto saranno coinvolti un centinaio di gruppi e più di settecento artisti provenienti da tutta Italia, a testimoniare vicinanza e solidarietà con le popolazioni delle zone colpite.
Non mancherà neppure la partita organizzata della nazionale di calcio “Jazzisti” per raccogliere i fondi da destinare all’acquisto degli strumenti musicali per la Banda di Amatrice, distrutti dal sisma.
Paolo Fresu sarà di nuovo il direttore artistico dell’iniziativa, organizzata ancora una volta da I Jazz ( Associazione nazionale dei Festival di jazz ) da Midj, l’Associazione italiana dei musicisti di jazz guidata dall’energica presidentessa Ada Montellanico, da Casa del jazz, e promossa dal Mibact (ministero per i Beni e le attività culturali e del turismo) e dal comune de L’Aquila (Comitato Perdonanza).
Nella conferenza stampa di Roma presso il Mibact, alla presenza del ministro Franceschini, assieme ai sindaci dei quattro comuni coinvolti, Fresu ha sottolineato la continuità di intenti e di obbiettivi tra le iniziative degli anni scorsi e quella di quest’anno, che si articola in maniera più capillare e diffusa sul territorio.
Il grande trombettista ha sottolineato ancora una volta il valore di testimonianza, solidarietà, sostegno morale alle popolazioni colpite. «Il jazz– ha ricordato Ada Montellanico – è l’arte dell’incontro e del dialogo tra culture e popoli diversi; è una musica capace di costruire ponti tesi a favorire il rapporto tra le persone, a creare unione».
Dunque il mondo della cultura e dello spettacolo si mobilitano a sostegno delle zone terremotate. Ricordiamo per l’occasione anche l’iniziativa RisorgiMarche, promossa da Neri Marcorè con importanti concerti nelle aree colpite.
In un momento critico, dopo un durissimo inverno di immobilismo assoluto, in cui la fase di “emergenza”, complici anche gli “sciami sismici” tuttora in corso, sembra non finire mai, e la fase “ricostruzione” muove i primi timidi passi, ben vengano tutte le iniziative artistiche e culturali che tengano alta la tensione morale e soprattutto continuino a tenere accesi riflettori su una vicenda che, inesorabilmente e colpevolmente sta scomparendo dagli schermi delle televisioni generaliste ed anche dalle pagine dei giornali nazionali.
Prima ancora delle case, delle strade, delle scuole è importante stimolare la voglia di esserci. E questa per ora non manca alla gente del posto. Cerchiamo di non approfittare troppo della loro atavica tenacia.

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