La neo segretaria Fiom ripercorre le scelte degli ultimi governi. Quello targato Renzi ha reso il lavoro più precario: «Soldi a pioggia, abolizione dell’articolo 18 e Jobs act. La situazione è drammatica e in autunno scadono molti ammortizzatori sociali»

È l’erede di Maurizio Landini alla guida della Fiom. Ma Francesca Re David, da 30 anni in Cgil e da 20 in Fiom, non appare affatto intimidita dalla rilevanza dell’incarico. Con 328mila iscritti tra aziende dell’industria “pesante” metalmeccanica e quella “leggera” dell’informatica, la Fiom rappresenta un mondo produttivo variegato, tra crisi e sviluppo. Ma i nodi da sciogliere sono tanti e nella sala riunioni di Corso Trieste a Roma, tra le bandiere storiche Fiom e i quadri sul lavoro alle pareti, Francesca Re David denuncia l’assenza cronica di una politica industriale da parte del governo. Una mancanza di visione e di interventi, confermata anche dall’incontro sull’Ilva del 20 luglio, uno dei primi tavoli a cui ha partecipato.
Francesca Re David, un quotidiano come La Repubblica discetta sul dilemma odio/amore e antipatia/simpatia rispetto a Matteo Renzi. Qual è il suo giudizio tecnico sull’operato dell’ex presidente del Consiglio in tema di politiche del lavoro?
Gli ultimi due governi Renzi e Gentiloni sono in totale continuità con quanto è successo negli ultimi decenni in Europa e nel mondo. Si è affermato un pensiero unico: sono la finanza, le banche e le grandi imprese a definire quello che serve e quello che non serve, con una totale astrazione rispetto alla concretezza della vita delle persone. C’è stata una inversione di senso: non è più la persona al centro, che anzi è diventata macchina, strumento di produzione. Da qui deriva la svalorizzazione del lavoro, e, di conseguenza, l’abbassamento dello stato sociale, delle tutele, e quindi del diritto alla salute, alla scuola, alla pensione, all’abitare.
Ma Renzi ha dato un’accelerazione alla riduzione del diritto del lavoro?
Certo, lui ha completato il quadro con il Jobs Act. Il sindacato non prova né simpatia né antipatia per l’ex premier, la Fiom è …

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Una laurea in Filosofia (indirizzo psico-pedagogico) a Siena e tanta gavetta nei quotidiani locali tra Toscana ed Emilia Romagna. A Rimini nel 1994 ho fondato insieme ad altri giovani colleghi un quotidiano in coooperativa, il Corriere Romagna che esiste ancora. E poi anni di corsi di scrittura giornalistica nelle scuole per la Provincia di Firenze (fino all'arrivo di Renzi…). A Left, che ho amato fin dall'inizio, ci sono dal 2009. Mi occupo di: scuola, welfare, diritti, ma anche di cultura.