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Manca poco per essere “quattro volte Angela”. Dopo che il suo terzo mandato volge a termine, è quasi certo che Merkel verrà rieletta di nuovo il 24 settembre a capo dello Stato più ricco dell’Unione Europea. Eppure nella cittadina tedesca di Finsterwalde, nel cuore di quella che è stata la sua regione natale nell’ex Germania dell’est, “la donna più potente d’Europa” non riusciva a far sentire la sua voce. Ad accoglierla c’era una folla che urlava “vattene”.

Angela Merkel ha tentato di ribadire a chi protestava nella cittadina le ragioni che l’hanno spinta ad accogliere oltre un milione di profughi, ma in cambio ha avuto fischi e proteste. Più potenti dei suoi microfoni, ai piedi del palco, c’erano i neonazisti dell’Afp, che alle elezioni si piazzeranno probabilmente davanti a verdi e liberali.

«La Merkel mi fa vomitare, ha ammesso tutti questi parassiti islamisti, questi criminali in Germania, non ha chiesto il permesso a nessuno». A parlare era un attivista dell’Afd, Alternativa per la Germania, il partito populista nato nel 2013 con posizioni anti-euro ed ora è apertamente anti-islamico. Durante la manifestazione, due di loro sono stati prontamente ammanettati, appena hanno alzato la mano e teso il braccio per compiere il saluto nazista.

Nell’est del paese l’Afd ha fatto presa con campagne contro migrazione e globalizzazione. I membri dell’ultra destra dell’Afp oggi si battono esplicitamente contro turchi, ebrei, neri e la ministra dell’Integrazione Aydan Ozoguz. Hanno conquistato il 33% nelle elezioni regionali lo scorso anno, e il loro rating nei sondaggi è cresciuto dall’otto all’11%. Il 24 settembre sapremo se sono diventati il terzo partito del paese e quasi certamente sarà così.

Perché mancano ormai pochi giorni alle elezioni tedesche, e nessuno ha troppi dubbi. Rinnovando la loro forza politica nella maggiore coalizione in Parlamento, vinceranno di nuovo i cristiano democratici di Angela Merkel, che vantano nei sondaggi un 37% di preferenze tra i cittadini rispetto al 20% dei social democratici.

Nel suo ultimo dibattito televisivo, da cui la cancelliera della Cdu è uscita vincente, anche il social-democratico Martin Schulz, in altri termini, ha criticato la politica “delle porte aperte” di due estati fa, quando un milione di migranti giunsero in Germania. La Merkel ha controbattuto come ha fatto in Germania Est.

«Non permetteremo che l’estate del 2015 si ripeta», ha detto alla folla a Finsterwalde, dove c’era anche chi la supportava, ed erano quasi in mille. Neppure loro riuscivano a coprire le urla dei manifestanti che impedivano alla Cancelliera di parlare. Sui cartelloni che agitavano c’era scritto “Noi Amiamo Angela”, erano radunati intorno alle staccionate intorno al palco ed alcuni di loro sapevano di cosa stava parlando quando ricordava il flusso umano che scappava dalla guerra: erano siriani.

 

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