Il primo ok di martedì, alla Camera, del disegno di legge Fiano contro l’apologia di fascismo ha scatenato il risentimento dell’ultradestra, che di abbandonare gesti e immagini del Ventennio proprio non ne vuole sapere.
La proposta, lo ricordiamo, prevede un unico articolo:
«Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici»
Ma per Roberto Fiore – leader di Forza Nuova – limitare la diffusione di immagini proprie della ideologia fascista farebbe parte di una «furia iconoclasta», fomentata da «un odio “democratico” – ma profondamente anticostituzionale, oltre che antistorico» proveniente da ambienti definiti «neotrotzkisti». «Fiano e Boldrini – scrive – sembrano delirare».


Fermo restando la piena solidarietà della redazione di Left al senatore Fiano, di fronte a queste reazioni aumenta la nostra convinzione che – come ha scritto lo storico Sergio Luzzatto sul numero 29 del nostro settimanale – il vero antidoto all’estremismo nero non sia una nuova legge, bensì scuola e cultura della Costituzione.




