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Il primo ok di martedì, alla Camera, del disegno di legge Fiano contro l’apologia di fascismo ha scatenato il risentimento dell’ultradestra, che di abbandonare gesti e immagini del Ventennio proprio non ne vuole sapere.

La proposta, lo ricordiamo, prevede un unico articolo:

«Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici»

Ma per Roberto Fiore – leader di Forza Nuova – limitare la diffusione di immagini proprie della ideologia fascista farebbe parte di una «furia iconoclasta», fomentata da «un odio “democratico” – ma profondamente anticostituzionale, oltre che antistorico» proveniente da ambienti definiti «neotrotzkisti». «Fiano e Boldrini – scrive – sembrano delirare».

Anche il militante di estrema destra Maurizio Murelli – protagonista degli scontri del cosiddetto “giovedì nero” di Milano e dell’omicidio dell’agente di polizia Antonio Marino, il 12 aprile 1973, e condannato per questo a 18 anni di carcere – non ci sta. E (come sottolinea anche Paolo Berizzi su La Repubblica) scrive «Fiano: “giusto abradere la scritta ‘Dux’ dall’obelisco”. Io credo che sia più giusto abradere Israele dalla Palestina… non prima di averci mandato Fiano». E poi suggerisce a Fiano di mollare la presa sull’antifascismo e sulla sua «legge idiota»:  «fai il bravo e fatti bastare questo momento di gloria (sic!) che il troppo stroppia».

Giudizio decisamente tranchant anche da Simone Di Stefano, vicepresidente di Casapound, che risponde ad alcune domande su Il primato nazionale (diretto dal responsabile cultura dello stesso movimento): «Il Ddl Fiano è una schifezza. Ma non può danneggiare CasaPound, che il fascismo non lo ha mai sventolato ma sempre incarnato nella sua dimensione rivoluzionaria, di sguardo verso il futuro». Anche se poi precisa che alcune eccezioni ci sono state e continueranno ad esserci: «difficilmente CasaPound potrà essere colta in fallo da una legge del genere», «a parte le commemorazioni, in cui continueremo a fare il saluto romano per ricordare i caduti».

Fermo restando la piena solidarietà della redazione di Left al senatore Fiano, di fronte a queste reazioni aumenta la nostra convinzione che – come ha scritto lo storico Sergio Luzzatto sul numero 29 del nostro settimanale – il vero antidoto all’estremismo nero non sia una nuova legge, bensì scuola e cultura della Costituzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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