Alle volte è difficile spiegare perché è fondamentale che perlomeno ci si interroghi sulla realtà umana e in particolare sulla realtà del pensiero, perché una sinistra possa esistere. Qual è la verità? Quale pensiero è giusto e quale sbagliato? Come fare ad orientarsi? Come decidere cosa è vero e cosa è falso? Il pensiero scientifico moderno ha sviluppato un metodo, di pensiero e di processo, per decidere se una teoria sia una rappresentazione corretta della realtà oppure no, ossia se una teoria è vera o falsa. Se dico che la terra gira attorno al sole seguendo un orbita ellittica in cui il sole occupa uno dei fuochi c’è un metodo di lavoro che permette di verificare se questa teoria è corretta oppure no. La realtà della natura si manifesta nell’esperimento. Esiste una oggettività che non è discutibile. In altre parole la realtà non mente mai. Gli scienziati hanno compreso la natura perché l’hanno interrogata. I grandi esperimenti scientifici sono come delle aule di tribunale dove gli scienziati interrogano la natura. Si ascoltano voci flebilissime, si seguono tracce pressoché invisibili, si usa il pensiero logico deduttivo per vedere quello che non si può vedere. I risultati sperimentali sono le “prove” scientifiche, la teoria il teorema accusatorio, la comunità scientifica internazionale è il giudice che dovrà stabilire in base ai risultati sperimentali se una teoria è verità oppure no. Il principio di non contraddizione regna sovrano nella scienza della realtà materiale. Cosa si può dire per il pensiero umano? Esiste una verità? Esiste un pensiero corretto e uno non corretto? Le possibilità del pensiero sono infinite. Come si può decidere se un pensiero è vero o falso, se è giusto o sbagliato? Come decidere se un pensiero sia una fantasia geniale oppure no? Non è solo una questione filosofica o psichiatrica. È anche una questione politica. Certamente possiamo affermare che c’è un pensiero malato e un pensiero sano. La malattia mentale esiste. Ma qual è la sua caratteristica? Il malato conclamato è evidente nella sua dissociazione più o meno manifesta. Ma c’è anche una malattia invisibile che magari si manifesta all’improvviso, come spesso capita di leggere sui giornali. Come si riconosce? Quali sono i pensieri nascosti del malato? Per esempio come possiamo valutare il pensiero di chi apprezza che si impedisca ai migranti di venire in Europa? Chi dice questo, sono persone normali, come noi. Magari ottime persone per mille altri motivi. Come facciamo noi ad affermare che abbiamo ragione noi e non loro? Per la gran parte delle persone è solo un pensiero, non c’è azione fisica. Come si può affermare che sia un pensiero sbagliato? Che non sia una semplice opinione? C’è un vecchio film di Akira Kurosawa: Rashomon. La storia accade a seguito di un temporale: tre persone, un monaco, un boscaiolo ed un viandante, si trovano ad aspettare che la pioggia finisca sotto la porta di accesso alla città di Kyoto ed ognuno di essi racconta la sua versione di un assassinio. Le immagini raccontano quattro storie tutte diverse. Sono i diversi punti di vista di chi era presente al fatto. Qual è la verità? Ce ne sono tante quanti sono i personaggi più lo spettatore che deve decidere qual’è la verità. Ognuno di essi ha mentito. Ognuno di essi racconta la propria verità per un proprio tornaconto personale. Non sembra esserci speranza. Non sembra esserci una possibile oggettività umana. Ma ecco che il grande artista Kurosawa ha l’idea geniale. Finito l’ultimo racconto si ode il pianto di un bambino appena nato. Un ladro gli sta rubando la coperta in cui è avvolto. Nessuno dei presenti ha alcun dubbio o incertezza. Il bambino non si tocca. Perché il bambino è verità umana. Ed è un fatto universale. È una verità inconfutabile, oggettiva. Al di là di ogni verità personale. Questa semplice idea, che la nascita del bambino sia una realtà universale uguale per tutti, è la grande idea. Ciò che può permetterci di separare il grano dal loglio, che può farci stabilire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, cosa sia buono e cosa sia cattivo, cosa sia sanità e cosa malattia. Perché ci permette di capire cosa sia realtà umana e cosa non lo sia e quindi cosa sia violenza e cosa non lo sia. È il frutto dell’albero della conoscenza, ciò che permette di distinguere il vero dal falso. Perciò comprenderla è fondamentale. Per questo il dio dei monoteismi proibisce che l’uomo la abbia. Perché è la nascita che fa il pensiero dell’essere umano. È una dinamica universale, caratteristica unica dell’essere umano, scoperta e teorizzata da Massimo Fagioli nel 1972. È la possibilità di avere un pensiero nuovo, chiaro e certo su qual è la verità umana e quindi di fare una politica nuova, con idee chiare e certe. Una politica finalmente di Sinistra. [su_divider text="In edicola " style="dotted" divider_color="#d3cfcf"]

L'editoriale di Matteo Fago è tratto da Left in edicola

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Alle volte è difficile spiegare perché è fondamentale che perlomeno ci si interroghi sulla realtà umana e in particolare sulla realtà del pensiero, perché una sinistra possa esistere. Qual è la verità? Quale pensiero è giusto e quale sbagliato? Come fare ad orientarsi? Come decidere cosa è vero e cosa è falso? Il pensiero scientifico moderno ha sviluppato un metodo, di pensiero e di processo, per decidere se una teoria sia una rappresentazione corretta della realtà oppure no, ossia se una teoria è vera o falsa. Se dico che la terra gira attorno al sole seguendo un orbita ellittica in cui il sole occupa uno dei fuochi c’è un metodo di lavoro che permette di verificare se questa teoria è corretta oppure no. La realtà della natura si manifesta nell’esperimento.

Esiste una oggettività che non è discutibile. In altre parole la realtà non mente mai. Gli scienziati hanno compreso la natura perché l’hanno interrogata. I grandi esperimenti scientifici sono come delle aule di tribunale dove gli scienziati interrogano la natura. Si ascoltano voci flebilissime, si seguono tracce pressoché invisibili, si usa il pensiero logico deduttivo per vedere quello che non si può vedere. I risultati sperimentali sono le “prove” scientifiche, la teoria il teorema accusatorio, la comunità scientifica internazionale è il giudice che dovrà stabilire in base ai risultati sperimentali se una teoria è verità oppure no. Il principio di non contraddizione regna sovrano nella scienza della realtà materiale. Cosa si può dire per il pensiero umano?

Esiste una verità? Esiste un pensiero corretto e uno non corretto? Le possibilità del pensiero sono infinite. Come si può decidere se un pensiero è vero o falso, se è giusto o sbagliato? Come decidere se un pensiero sia una fantasia geniale oppure no? Non è solo una questione filosofica o psichiatrica. È anche una questione politica. Certamente possiamo affermare che c’è un pensiero malato e un pensiero sano. La malattia mentale esiste. Ma qual è la sua caratteristica? Il malato conclamato è evidente nella sua dissociazione più o meno manifesta. Ma c’è anche una malattia invisibile che magari si manifesta all’improvviso, come spesso capita di leggere sui giornali. Come si riconosce? Quali sono i pensieri nascosti del malato? Per esempio come possiamo valutare il pensiero di chi apprezza che si impedisca ai migranti di venire in Europa? Chi dice questo, sono persone normali, come noi. Magari ottime persone per mille altri motivi. Come facciamo noi ad affermare che abbiamo ragione noi e non loro? Per la gran parte delle persone è solo un pensiero, non c’è azione fisica. Come si può affermare che sia un pensiero sbagliato? Che non sia una semplice opinione?

C’è un vecchio film di Akira Kurosawa: Rashomon. La storia accade a seguito di un temporale: tre persone, un monaco, un boscaiolo ed un viandante, si trovano ad aspettare che la pioggia finisca sotto la porta di accesso alla città di Kyoto ed ognuno di essi racconta la sua versione di un assassinio. Le immagini raccontano quattro storie tutte diverse. Sono i diversi punti di vista di chi era presente al fatto. Qual è la verità? Ce ne sono tante quanti sono i personaggi più lo spettatore che deve decidere qual’è la verità. Ognuno di essi ha mentito. Ognuno di essi racconta la propria verità per un proprio tornaconto personale. Non sembra esserci speranza. Non sembra esserci una possibile oggettività umana. Ma ecco che il grande artista Kurosawa ha l’idea geniale.

Finito l’ultimo racconto si ode il pianto di un bambino appena nato. Un ladro gli sta rubando la coperta in cui è avvolto. Nessuno dei presenti ha alcun dubbio o incertezza. Il bambino non si tocca. Perché il bambino è verità umana. Ed è un fatto universale. È una verità inconfutabile, oggettiva. Al di là di ogni verità personale. Questa semplice idea, che la nascita del bambino sia una realtà universale uguale per tutti, è la grande idea. Ciò che può permetterci di separare il grano dal loglio, che può farci stabilire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, cosa sia buono e cosa sia cattivo, cosa sia sanità e cosa malattia. Perché ci permette di capire cosa sia realtà umana e cosa non lo sia e quindi cosa sia violenza e cosa non lo sia. È il frutto dell’albero della conoscenza, ciò che permette di distinguere il vero dal falso. Perciò comprenderla è fondamentale.

Per questo il dio dei monoteismi proibisce che l’uomo la abbia. Perché è la nascita che fa il pensiero dell’essere umano. È una dinamica universale, caratteristica unica dell’essere umano, scoperta e teorizzata da Massimo Fagioli nel 1972. È la possibilità di avere un pensiero nuovo, chiaro e certo su qual è la verità umana e quindi di fare una politica nuova, con idee chiare e certe. Una politica finalmente di Sinistra.

L’editoriale di Matteo Fago è tratto da Left in edicola


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