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“Gli Yankee americani sono ancora nel Vecchio Continente” mentre Putin è “l’unica garanzia per la pace in Europa”, dicono. Loro vogliono un referendum per lasciare l’eurozona. Loro non vogliono assolutamente vedere una moschea o un minareto da queste parti. Loro foraggiano sentimenti anti-islamici e credono che quella dei musulmani sia una religione che non rispetta la costituzione, cioè sia incompatibile con la democrazia. Loro non vogliono più vedere i propri soldi finire in banche straniere, europee. Ma soprattutto loro dicono che “il governo spende tutti i fondi per i rifugiati e niente per i pensionati, che non possono permettersi dentiere e occhiali nuovi”.

Loro non sono elettori della Lega di Salvini, ma tedeschi intervistati in Sassonia, Germania, al confine con la Repubblica Ceca e fanno parte di quel bacino di elettori che ha fatto trionfare l’Alternative fur Deutschland (Afd) alle ultime elezioni, rendendo il gruppo di estrema destra il terzo partito più forte nel Bundestag di Angela Merkel: 12,6% è la percentuale di tedeschi che ha votato per l’Afp, ovvero sei milioni di cittadini. La vittoria, per loro, è storica, perché era quasi mezzo secolo – più di cinquant’anni – che la destra estrema non sfondava il blocco parlamentare, rimanendo sempre fuori, sulla soglia del potere, senza accedervi mai.

La Germania scricchiola, sui banchi parlamentari i volti sono ancora stupefatti. L’Afp ha adesso 94 seggi su 709 e nel lungo day after delle elezioni si tirano le somme e si fanno i conti: chi li ha scelti? Oltre agli elettori di destra tradizionali, un milione e duecento mila persone che non aveva mai votato alle precedenti elezioni in Germania ha deciso di recarsi ai seggi. Proprio come è successo, in proporzione, nella nuova America di Donald Trump. E proprio come in America i rappresentanti di Alternativa per la Germania flirtano con i neo-nazisti di Berlino, Amburgo, Francoforte, Colonia e province adiacenti. Un milione di voti sono stati persi dalla Cancelliera e dal suo partito, la Cdu, che non è più dominante in Bavaria, come è invece stato per decenni. Si stima che quei voti siano finiti a loro, quelli che negano i crimini dei nazisti. Un altro mezzo milione di voti è arrivato all’Afp da chi ha sempre sostenuto la sinistra politica del paese, che di solito votava per i social democratici e i loro alleati. Altri quattrocentomila voti sono arrivati dagli elettori che votavano il partito Sinistra.

La ragione della vittoria secondo gli esperti? Due cifre: 2015 e un milione. La migrazione fino ad ora non era un ago pendente sulla bilancia delle elezioni. Ora, in ritardo, i politici tedeschi capiscono che lo è stata. Nel 2015 un milione di rifugiati arriva in Germania per volere e decisione della Cancelliera. Il partito nero più giovane della Germania era nato solo due anni prima l’ondata di richiedenti d’asilo che cercavano rifugio in Germania, ma allora erano davvero solo in pochi ad ascoltarli. Nel 2015 l’Afp comincia ad acquisire popolarità e membri, parlando di confini, sicurezza e immigrazione. I toni sono nazionalisti, poi diventano populisti, infine razzisti. E nessuno ha saputo fermarli in tempo.

 

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