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La sua musica ti porta in territori sconosciuti. Immensi paesaggi sonori, ponti musicali tra occidente e oriente. Questo e quello che ha offerto Jan Garbarek con il suo quartetto, al Conservatorio di Milano. Garbarek era ospite della rassegna JazzMi, giunta alla sua seconda edizione con un programma di 150 eventi e più di 500 artisti sparsi in tutta Milano. Il musicista e compositore scandinavo ha alle sue spalle una lunga carriera cominciata sin dai primi anni Settanta. Alfiere dell’etichetta Ecm con cui ha inciso quasi tutti i suoi album. Storico il disco del 1994 Officium realizzato con il gruppo vocale di musica antica Hilliard Ensemble. Tra le sue tantissime collaborazioni vi è la partecipazione all’European Quartet di Keith Jarrett.
Il sassofonista norvegese è salito sul palco del Conservatorio affiancato da Rainer Brüninghaus al pianoforte, Trilok Gurtu, percussioni e batteria, e Yuri Daniel al basso. Il concerto è stato caratterizzato da brani di musica totale, attraversando la world music, passando per il free jazz, la musica con sonorità indiane e i suoni “ancestrali” provenienti dalla Madre Africa. Il suo sax alto, alternato al tenore, emette suoni che descrivono il senso del viaggio, affiancato da musicisti straordinari come il funambolico Trilok Gurtu, con le sue percussioni e la batteria, i suoi vocalizzi “ritmici” straordinariamente veloci. Band molto affiatata, ha suonato per circa due ore. Tanti applausi e il bis “Had to Cry Today” di Steve Winwood.

La tournée di Garbarek prosegue, il 15 dicembre Göbel Halle di Helmbrechts, il 17 dicembre a Mülheim

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