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Il tema delle migrazioni, dell’accoglienza, dell’umanità, del valore della solidarietà e dell’eguaglianza è a fondamento della ridefinizione dei confini non politicisti tra destra e sinistra. Invasioni, differenza tra migranti politici ed economici, costruzione da parte dei media di una agenda politica viziata dalle narrazioni tossiche, lessico del razzismo “democratico”: parole, termini, visioni del mondo regressive e conservatrici che permeano ambiti ben più vasti della tradizionale Destra.

Cascina, in provincia di Pisa, zona di tradizioni di “sinistra” e di forte insediamento della Cgil ha visto affermarsi un Sindaco espressione della Lega più razzista e xenofoba che possa darsi, la quale prova ad organizzare le proprie pratiche di governo della Città con le parole d’ordine “prima gli italiani”. È un fatto che costringe ad interrogarci, perché anche luoghi e forze tradizionalmente democratiche ed accoglienti non sono affatto immuni alla realtà di razzismo e xenofobia che le circonda, come crudamente dimostra l’episodio dell’iscritto alla Cgil della Toscana espulso per essersi macchiato di comportamenti razzisti, rinchiudendo e schernendo in gabbia due donne straniere.

Troppi aderenti alla Cgil ed all’Arci – le grandi espressioni di massa dell’associazionismo democratico sindacale e ricreativo – corrono il rischio di non essere insensibili, o sufficientemente vaccinati, nella crisi provocata dalle politiche dell’austerità recessiva, alle sirene reazionarie della destra sociale. Il tessuto delle Case del popolo e dei circoli Arci spesso fatica a trasmettere valori e pratiche sociali che possano costituire un valido antidoto al ricondurre tutti i mali del mondo alla presenza dello “straniero”.

Fa male, ma è bene dirselo. E oltre a dirselo, occorre fare. Ed questa la scelta a fondamento del progetto teatrale che vede assieme la Cgil Toscana con lo Spi Regionale, la Fondazione Finanza etica, Legambiente Toscana, Arci Toscana, Anpi Toscana, con il patrocinio del Consiglio Regionale toscano. Un progetto che ha a fondamento l’umanità e la ferma consapevolezza che le guerre dei penultimi contro gli ultimi colpiscono i lavoratori, i precari, i disoccupati e i pensionati di qualunque colore della pelle, di qualunque lingua, credo religioso, atei ed agnostici, trascinando il nostro Paese in una spirale di risentimento ed invidia sociale di grande pericolosità.

La teatralizzazione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti da parte di Fiamma Negri e Giusi Salis (in foto) dunque – le intrepide Riformine della pièce teatrale sulla battaglia per il No al referendum costituzionale – che alternando i toni della commozione e dell’ironia, tra un sorriso ed una lacrima, ci offriranno Eisbolè: invasioni, strappi, visioni, incentrato sui temi e le storie delle migrazioni.

Uno spettacolo che vedrà la prima proprio in quel di Cascina, ex provincia rossa passata alla Lega, alle ore 21.00, ad ingresso libero.

Uno strumento per commuoversi e pensare, uno strumento di iniziativa culturale e politica nel senso più alto e nobile del termine, uno strumento – anche pedagogico – a disposizione di tutti. Eisbolé – “invasione” in greco antico – è una carta geografica che parla e diventa teatro. È il racconto di chi subisce le violenze di guerre e conflitti di qualsiasi natura e non è solo profugo, immigrato, povero, è una persona con progetti, desideri, affetti, emozioni, diritti.

Sul palco due donne. A Giusi Salis il compito di districare le difficili trame dei perché, un racconto quasi giornalistico che col leggero distacco dell’ironia fa vivere la mappa di Peters: le storie e i personaggi, le vittime e i carnefici, la montagna d’oro, la signora Maria, le multinazionali, casa nostra, casa loro, eventi che ai più sembrano scollegati ma che se scavi un po’ trovi che sono strettamente connessi. Fiamma Negri interpreta tre personaggi, tre punti di vista: Nur, siriana, è una donna emancipata che ha gli strumenti per capire, Kimpa, ha lo sguardo della tradizione africana, lo stupore di fronte ad eventi troppo grandi, e Amanda, di nazionalità indefinita, è assolutamente aderente allo stereotipo della donna d’affari. Quelle che di scrupoli ormai non ne hanno più. Kimpa e Nur sono anche madri. Madri che sanno che i figli se ne vanno e tornano. Forse.

Eisbolé comincia a vivere molto tempo fa, da incontri che non si possono dimenticare, nasce da storie che finché le leggi è una cosa, ma quando le ascolti nelle parole e negli occhi di chi le ha vissute ti cambiano la percezione, lasciano un’eco che ti segue ovunque.


L’appuntamento. Il convegno La Toscana dell’accoglienza diffusa. buone pratiche per l’integrazione, si tiene a Cascina (Pi) il 15 dicembre a partire dalle 16. Tantissimi gli interventi, fra i quali quello di Giuseppe Massafra, segretario nazionale Cgil, di Simone Ferretti, segretario regionale Arci, di Sergio Bontempelli di Africa insieme, dell’assessore all’immigrazione della regione Toscana Vittorio Bugli e di molti altri. Coordina il segretario regionale della Cgil Toscana Maurizio Brotini. Lo spettacolo andrà in scena a seguire, il 15 dicembre, alle ore 21. Il palcoscenico dell’intera giornata è quello de La Città del Teatro, via Tosco Romagnola, 656, a Cascina PI, L’ingresso è libero con prenotazione su fabbricaraccontimemoria@gmail.com

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