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Mentre ci si prepara di gran cassa (giustamente e per fortuna) a manifestare contro l’orribile ordinanza del sindaco di Como, Mario Landriscini, che vieta di offrire un pasto caldo e un po’ di ristoro ai senzatetto intirizzito dal freddo e mentre la Lega (che ha perso il “nord” ma non il vizio) insieme a Fratelli d’Italia si gode questo scorcio di cattivismo proprio sotto Natale vale la pena soffermarsi sulle cause oltre che sugli effetti.

Se c’è da qualche parte in giro per l’Italia qualche sindaco che cerca visibilità strofinandosi sui fragili è perché l’articolo 50 del Testo unico degli enti locali permette, in nome dell’odiosissimo “decoro”, «in musica abnorme e in modo indeterminato, il potere extra ordinem dei sindaci, incidendo sui beni di rango costituzionale come la libertà personale e quella di circolazione discriminando i cittadini in base alle loro condizioni sociali e personali» come ha spiegato bene ieri il deputato di Possibile (e ora in Liberi e uguali) Andrea Maestri, che di povertà e discriminazioni si occupa da tempo in veste di avvocato.

In pratica i sindaci destrorsi utilizzano da par loro il famoso decreto Minniti-Orlando (che si professano di centrosinistra) che a suo tempo venne contestato proprio per la disuguaglianza di fondo.

Quindi mentre ci auguriamo che quanto prima si certifichi l’incostituzionalità del reato di solidarietà forse sarebbe il caso di soffermarsi anche sui pessimi risultati di un’azione di governo che he ben chiare le firme in calce altrimenti vedere i democratici sfilare a Como contro il sindaco, inconsapevoli delle responsabilità del proprio partito, potrebbe risultare piuttosto goffo. Qualcuno li avvisi. Ecco tutto.

Buon venerdì.

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