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Qualche giorno fa parlavo con un ragazzo che si dispiaceva di aver abbandonato l’università, dove aveva provato a fare veterinaria. «È che avevo fatto l’istituto tecnico, e quando mi sono trovato a fare fisica, o chimica, non mi ci trovavo più. Troppo astratte, non ero abituato a studiare in quel modo. Ero abituato alle cose pratiche, a vedere i risultati pratici. Quella roba mi sembrava inutile, e non riuscivo proprio a stare sui libri per studiarla». In questa breve conversazione che ho avuto, ho visto dispiegarsi due questioni decisive del sistema scolastico italiano e della sua trasformazione in atto: il classismo che storicamente lo affligge, e che oggi trova una nuova declinazione; il danno che farà l’applicazione pratica del fumoso concetto teorico di competenza.

Sul classismo, è presto detto: in Italia il numero degli abbandoni scolastici (ovvero, di chi non si diploma) è più alto che negli altri Paesi occidentali, quelli dell’Ocse. Questo a causa del ritardo della scolarizzazione di massa nel nostro Paese (quindi: niente nostalgia della scuola pre-sessantottina, quella basata sull’autorità, i voti, la disciplina, i contenuti, perché l’analfabetismo funzionale allora era assai maggiore), e – peggio ancora – del fatto che il conseguimento del diploma (o, ancora di più, della laurea) è legato in maniera assai più massiccia che altrove alla famiglia di provenienza: l’Italia del resto è il Paese in Europa col minor tasso di mobilità sociale, ovvero il figlio dell’operaio ha assai più probabilità che altrove di fare l’operaio a sua volta, per la gioia della scandalizzata contessa della canzone di Pietrangeli. Il divario tra le scuole di serie A e di serie B, però, invece che sanarsi si è allargato e si allarga: non solo tra licei e scuole professionali, ma, in virtù dell’autonomia, anche tra scuole del centro e della periferia.

Detto questo: qual è il senso complessivo delle trasformazioni della scuola dalla riforma Berlinguer del 2000 alla Buona scuola…

L’articolo di Marco Rovelli prosegue su Left in edicola


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