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Provando a ricapitolare: a Macerata è avvenuto una «violenza» con una «spregevole ideologia alla base» in cui «sei persone sono state» bersaglio di una sparatoria «in Italia nel weekend a causa del colore della loro pelle. Vittime innocenti di una violenza causata da razzismo e xenofobia odiosi». Le parole sono del vicepresidente della Ue Frans Timmermans, tanto per chiarire quanto sia lapalissiano il fatto. Fascismo. Si dice così. Si pronuncia così. Si scrive così.

In un Paese che dal fascismo è uscito a brandelli (tanto da inserirlo come odioso pericolo nella propria Costituzione) dopo un fatto fascista verrebbe naturale pensare che ci sia da rispondere che la politica risponda con la schiena dritta e a voce alta. “Ma siamo in campagna elettorale!”, dice qualcuno. Tanto meglio. Politica nel tempo della massima manifestazione di intenti: essere antifascisti è un prerequisito da affermare anche e soprattutto in campagna elettorale. “Ma poi gli xenofobi potrebbero creare disordini!”, dice qualcun altro. E allora sarà l’occasione per lo Stato per ribadire la Costituzione e mostrarsi fermo nel rispetto delle regole, verrebbe da rispondere. “Ma la gente non vuole divisioni!”, bisbiglia il sindaco di Macerata. Male, sarebbe da rispondere: il contrario di fascismo è democrazia. Si tratta di difesa della democrazia. Mica di un parte politica. “Meglio aspettare, stare tranquilli”, dicono alcuni. Ma Macerata non è “tranquilla”: Macerata è una città sporcata dall’onta della vergogna. Non ha bisogno di “restare tranquilla” ma di tornare ad essere tranquillamente democratica.

E coma finisce? Finisce che  Anpi Cgil Arci e Libera dichiarano sospesa una manifestazione che in realtà è stata indetta da altri: come racconta Csa Sisma “una manifestazione che in pochissimi giorni ha ricevuto appelli, adesioni ed inviti alla partecipazione da tante realtà sociali e singoli cittadini, a livello locale, come a livello nazionale”. E l’appello di ANPI (e gli altri) viene smentito nelle decine di messaggi (e sezioni locali) che decidono comunque di non accettare la sospensione. E così, da fuori, si assiste allo spiacevole balbettio di chi crede che “la politica” si propaghi provando a galleggiare. Ed è un peccato. Alla fine (ovviamente) la Prefettura prende la palla al balzo per vietare “tutte le manifestazioni”. Non si manifesta l’antifascismo, in Italia, nel 2018: la normalizzazione del fascismo come “opinione” contraria è riuscita.

L’antifascismo non è un orpello da sventolare quando il mare è piatto e non tira vento. Mi spiace. No.

(A proposito: mercoledì a Macerata Casapound ha tenuto una conferenza stampa e oggi, giovedì 8 febbraio, Forza Nuova ha annunciato un presidio. Loro.)

Buon mercoledì.

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