Il rischio di egemonia della destra estrema si può contrastare, secondo l'esponente di Liberi e uguali, soltanto con politiche basate sull’uguaglianza. «Ma la sinistra, invece di autoflagellarsi, deve tornare a parlare a chi sta nel disagio»

Alla manifestazione antifascista di Macerata c’erano i movimenti, la Fiom, tante associazioni. Ma Liberi e uguali, a parte Civati e Fratoianni, non era presente in massa.
Ma non è vero! Sì, c’erano Fratoianni, Civati, Zoggia, altri nostri deputati. Siamo in giro per la campagna elettorale e dove eravamo abbiamo detto la cosa che ripeto sin dall’inizio. Noi in Italia abbiamo già visto terrorismo, rigurgiti fascisti, le bombe, abbiamo visto di tutto. Come abbiamo risposto? In due modi: andando in piazza e andandoci tutti. Unità di popolo in piazza. Credo che sia stato un limite il fatto di non rispondere coralmente in questo modo, naturalmente con il rispetto di chi, sindaco, Cgil, Anpi nazionale hanno avuto questo timore. Però io credo che adesso bisogna assolutamente riprendere la strada…

Ma la presenza di Grasso non sarebbe stata importante a Macerata?
Il nostro obiettivo è quello di ricucire, di avere tutti in piazza, dal Pd fino alla Bonino e tutti i democratici. Andiamo noi, venga anche Calenda, l’Anpi… Fatto l’errore, per così dire, il nostro obiettivo non è stato quello di ribadire il solco ma di tenere un atteggiamento che avesse un profilo ricostruttivo. Bisogna stare attenti anche a non creare ulteriori fratture. Quindi mi auguro che il 24 febbraio alla manifestazione nazionale (a Roma promossa da Anpi, ndr) ci siano davvero tutti.

I toni bassi invocati da Renzi su Macerata sono stati visti come uno strizzare l’occhio a Berlusconi per la “grande coalizione” dopo il voto. Voi che farete?
Beh è chiaro che il Pd su questi temi di fondo ha uno sbandamento, e non da oggi. Ci sono segni evidenti che il Pd si incontra almeno con una parte della destra, cioè Berlusconi. Se no non si spiegherebbe il fatto che si sono fatte le leggi elettorali insieme alla destra, dall’Italicum al Rosatellum. E non si spiegherebbe anche la scelta sulle candidature dove si è “spianato” tutti quelli che potevano parlare di centrosinistra e si è messo invece un sacco di gente – da amici di Lombardo e Cuffaro, al braccio destro di Formigoni, Casini e Lorenzini in Emilia – tutta gente che il centrosinistra lo farebbe con Berlusconi, mica con noi.

Ma che farete nel caso di una maggioranza Renzi-Berlusconi?
Noi con la destra…

L’intervista di Donatella Coccoli e Pierluigi Bersani prusegue su Left in edicola


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