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La “guerra” di Bernie vuole portare pace in Yemen. Il senatore del Vermont è tornato. «Gli americani sono “unaware”, ignari di quello che sta succedendo laggiù», a Sana’a. In quella che le Nazioni Unite hanno dichiarato come una delle più grandi crisi umanitarie del mondo in corso, sono già 10mila i morti, 40mila i feriti, 3 milioni gli sfollati. Nel Paese tre quarti della popolazione di 22 milioni di persone ha bisogno urgente di assistenza umanitaria.

Un gruppo bipartisan di senatori americani ha presentato una bozza di risoluzione per mettere fine al supporto americano fornito quotidianamente alla coalizione saudita, che bombarda in Yemen i ribelli sciiti dal 2015. Bisogna tirarsi fuori di lì: una catastrofe di migliaia di morti e feriti, di fame ed epidemie, uno dei “posti peggiori al mondo in cui essere un bambino oggi”, secondo l’Unicef.

Insieme a Sanders ci sono il repubblicano Mike Lee e il democratico Chris Murphy. Il War Powers Act a cui si appellano e fanno riferimento nel documento sottoscritto insieme, risale ad una legge del 1973, l’era in cui la gioventù americana moriva in Vietnam, e dà al Congresso l’autorità di votare per ritirare le truppe se il «conflitto non è stato autorizzato». A differenza di altre guerre, il coinvolgimento militare americano in Yemen non è mai stato approvato dal Congresso a Washington o veramente dibattuto dall’opinione pubblica americana, che è “ignara”, secondo Sanders, del coinvolgimento del suo esercito a fianco della coalizione saudita.

«Poiché il Congresso non ha dichiarato guerra, né autorizzato l’uso della forza militare in questo conflitto, noi crediamo che il coinvolgimento americano in Yemen sia incostituzionale e non autorizzato e che il supporto americano alla coalizione saudita debba avere fine» ha detto Sanders. Secondo la Costituzione americana, ha ricordato quello che tutti chiamano ancora Bernie, il Congresso è l’unica autorità che può dichiarare guerra. «Let’s make no mistakes about it, non facciamo errori a riguardo: è scritto nell’articolo uno, sezione otto della Costituzione, il Congresso – solo il Congresso- ha il potere di dichiarare guerra» ha detto in conferenza congiunta con l’avversario politico, il repubblicano Lee. «Non è una questione democratica o repubblicana», ha fatto eco Lee, «questo è un principio costituzionale, american lives are on the line, vite americane sono in gioco”.

Fa sapere l’ufficio del democratico che quello che Sanders sta proponendo sarebbe il «primo voto di sempre in Senato per far ritirare le forze armate da una guerra non autorizzata». Sanders ha per alleati un repubblicano, un altro democratico e la Costituzione. E forse il popolo americano. «Molti americani sono ignari che le persone in Yemen stanno soffrendo oggi per una devastante guerra civile dove c’è l’Arabia Saudita da un lato e i ribelli Huthi dall’altro. Gli americani stanno rendendo questa crisi peggiore. Questa è la bottom line, la linea di fondo».

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