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Il 27 febbraio, in occasione del mio abituale buongiorno, avevo deciso di condividere un testo attribuito a Goebbels che ho incrociato in una discussione con un collega. Gli undici principi (qui trovate il mio articolo) erano un’illuminante fotografia di alcune dinamiche elettorali e il riferimento bibliografico (Goebbels’ Principles of Propaganda di Leonard W. Doob, pubblicati in Public opinion and propaganda; A book of readings edito da The society for the psychological study of social issues) mi hanno indotto a credere che fosse importante renderli pubblici per aprire una riflessione.

E ho sbagliato. Ho peccato di superficialità. Ho dato credito a una fonte che non ne aveva. Se cercate in rete gli undici principi sono estremamente diffusi in tutte le lingue del mondo eppure la traduzione letterale di quel passaggio negli scritti di Leonard W. Doob è sostanzialmente diversa. Roberto Sedda nel suo blog ha scritto un lungo post (e lo ringrazio, perché la sua critica mi corregge ma soprattutto mi permette di essere migliore) ne riporta una traduzione:

  1. Il propagandista deve avere accesso alle informazioni riguardanti i fatti e l’opinione pubblica
  2. La propaganda deve essere pianificata ed eseguita da una sola autorità
    1. questa deve emettere tutte le direttive riguardanti la propaganda
    2. deve spiegare le direttive agli ufficiali principali e deve mantenere alto il loro morale
    3. deve sovraintendere alle attività delle altre agenzie che hanno conseguenze sulla propaganda
  3. Le conseguenze propagandistiche di un’azione devono essere considerate quando la si pianifica.
  4. La propaganda deve influenzare la politica e le azioni dell’avversario
    1. censurando il materiale propagandisticamente desiderabile che può fornire all’avversario informazioni utili
    2. disseminando apertamente propaganda i cui contenuti o tono inducano l’avversario a trarre le desiderate conclusioni
    3. inducendo l’avversario a rivelare informazioni vitali circa se stesso
    4. non facendo riferimento a un’attività dell’avversario che si desidera venga compiuta, se qualunque riferimento discrediterebbe quell’attività
  5. Informazioni operative e declassificate devono essere disponibili per condurre una campagna propagandistica
  6. Per essere accolta, la propaganda deve catturare l’attenzione del pubblico e deve essere trasmessa attraverso un mezzo di comunicazione che riscuota attenzione.
  7. La sola credibilità deve determinare se un prodotto propagandistico debba essere vero o falso
  8. Lo scopo, il contenuto e l’efficacia della propaganda nemica; la forza e l’efficacia di uno scoop; e la natura della campagne propagandistiche in corso determinano se la propaganda dell’avversario dovrebbero essere ignorate o smentite
  9. La credibilità, le informazioni riguardo all’avversario e i possibili effetti della comunicazione determinano se materiali di propaganda debbano essere censurati
  10. Materiali provenienti dalla propaganda del’avversario possono essere utilizzati nelle operazioni se questo aiuta a diminuire il suo prestigio o sostengono gli obiettivi propri del propagandista
  11. La propaganda nera può essere impiegata invece di quella bianca qualora questa sia meno credibile o possa produrre effetti indesiderati
  12. La propaganda può essere facilitata da leader dotati di prestigio
  13. La propaganda va accuratamente gestita rispetto al momento
    1. la comunicazione deve raggiungere il pubblico prima della propaganda concorrente
    2. la campagna di propaganda deve iniziare al momento più opportuno
    3. Un tema propagandistico deve essere ripetuto, ma non oltre il punto dopo il quale l’effetto diminuisce
  14. La propaganda deve etichettare eventi o persone con frasi o slogan distintivi
    1. questi devono evocare le risposte desiderate che il pubblico già possiede
    2. questi devono essere capaci di essere imparati facilmente
    3. questi devono essere utilizzati più e più volte, ma solo in situazioni appropriate
    4. questi devono essere a prova di effetto boomerang
  15. La propaganda rivolta al fronte interno deve prevenire il sorgere di false speranze che possono essere schiacciate da eventi futuri
  16. La propaganda rivolta al fronte interno deve creare il livello di ansia ottimo
    1. la propaganda deve rinforzare l’ansia riguardante le conseguenze della sconfitta
    2. la propaganda deve ridurre l’ansia (diversa da quella riguardante le conseguenze della sconfitta) che sia troppo alta e che non possa essere ridotta dalle persone da sole
  17. La propaganda rivolta al fronte interno deve diminuire l’impatto della frustrazione
    1. la frustrazione inevitabile deve essere prevista e anticipata
    2. la frustrazione inevitabile deve essere posta in prospettiva
  18. La propaganda deve facilitare il reindirizzamento dell’aggressività specificando il bersaglio dell’odio
  19. La propaganda non può agire direttamente su forti contro-tendenze, ma invece deve offrire qualche forma di azione o distrazione, o entrambe.

Letti così i 19 comandamenti suonano sicuramente meno agghiaccianti (e soprattutto meno “utili” per sovrapporsi alla nostra realtà) nonostante risultino istruttivi ma non è questo il caso in cui mi interessa dire “ho sbagliato ma di poco” o “il senso di fondo è lo stesso”. Il documento originale lo trovate qui.

In questo tempo ritengo fondamentale non cedere alle semplificazioni e non accettare scorciatoie utili per sostenere le nostre opinioni quindi me ne scuso con i miei lettori. Perché quello che possiamo (e dobbiamo) fare è usare la nostra scrittura (e confidare nei nostri affezionati lettori) per tenere l’informazione sempre dritta e le parole sempre pulite. Ogni errore è una lezione se lo si riconosce.

Buon lunedì.

(A proposito di propaganda nazista tornano utili i link dell’United States Holocaust Memorial Museum, Washington DC, qui:

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