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Il jazz dell’Est Europa non è più una sorpresa. Anzi è una realtà consolidata. Lo dimostra il fatto che una nazione come la Polonia sia il paese partner di jazzahead!, la fiera internazionale del settore che si tiene nella città tedesca di Brema dal 19 al 22 aprile, giunta alla sua 13a edizione. La rassegna ha raggiunto lo scorso anno il traguardo dei 60 paesi rappresentati. I partecipanti professionali hanno superato quota tremila (3169, per l’esattezza) mentre rispetto al 2016 sono stati mille i visitatori in più, attratti dai concerti all’interno della fiera di Brema. E uno degli esponenti del jazz polacco, il pianista Marcin Wasilewski, sarà sul palco per ben due volte a guidare una pattuglia motivata a fare bella figura. Walilewski è un pianista classico nell’ impostazione, con una grande vocazione alla melodia ma anche al ritmo. Un groove molto marcato che trasmette ai musicisti che lavorano con lui: il contrabbassista e in alcuni casi arrangiatore Slawomir Kurkiewicz e il batterists Mical Miskiewicz. Il trio ha recentemente inciso l’album Spark of life per l’etichetta Ecm di Monaco di Baviera, a simbolo di un livello musicale eccellente.
Anche il Jazz di casa è presente lungo tutta la manifestazione. All’interno di jazzaehad! infatti si terrà il German Jazz Expo dove saranno presentate le realtà emergenti del paese. Ma tra queste c’è un progetto trasnazionale che comprende anche Ungheria, Francia e Regno Unito. È la Velvet Revolution, una rivoluzione di velluto che ruota attorno al sassofonista di Wolsfburg Daniel Erdmann e che ha trovato due partner ideali nel vibrafonista inglese Jim Hart e nel violinista e violista francese Théo Ceccaldi. Il loro disco A Short Moment Of Zero G,inciso dall’etichetta ungherese Bmc presenta una serie di tracce dove forme del passato rivivono in chiave moderna come nella ballata con momenti contrappuntistici quale è la traccia titolo. Un titolo tutt’altro che banale e di grande interesse.
Tre le ospiti a Brema anche la rivelazione dell’ultimo Umbria Jazz Winter. È  Jazzmeia Horn ( in foto) da Dallas, forte delle vittoria dei premi dedicati a Thelonious Monk e a Sarah Vaughan. Jazzmeia ha una tecnica di altissimo livello nell’ambito di un registro medio alto, presentando brani originali costruiti per questa voce. Maestra dello scat, dà maggiori emozioni quando vira verso sonorità soul. Nell’album A Social Call (Prestige / Egea) si può apprezzare maggiormente quelle sfumature che una cantante già matura può regalare con i suoi brani. Molto del repertorio di questo disco d’esordio ha non solo una funzione strettamente musicale, ma anche sociale (appunto social) per tenere sempre alta l’attenzione sui problemi del mondo con testi di denuncia.

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