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Sì, lo so, scrivo qualcosa di scontato ma di questi tempi sembra piuttosto difficile mettere in fila gli elementi per una serena discussione che non abbia effetti dirompenti sulle opposte furiose tifoserie ma, al di là del fatto che sia vera o meno la frase attribuita a Renzi da La Stampa («e adesso pop-corn per tutti») si sente in giro una certa malcelata soddisfazione nel pregustare il fallimento dell’asse Lega-M5s (e Berlusconi bonario) come se il fallimento degli altri al governo fosse un buon modo per recuperare voti nei loro confronti.

Succede ora, ma è un atteggiamento snob che si ripete ciclicamente. Mettersi comodi a ripetere «bene ora vediamo cosa sapete fare, vedrete come fallirete» è roba da litigi tra bambini, una ripicca velenosa e piuttosto irresponsabile che accende gli animi lì dove la politica diventa tifo da stadio ma non tranquillizza per niente chi spererebbe che questo Paese possa funzionare meglio. Mettersi ad urlare in faccia a qualcuno «avete votato i fascioleghisti ora teneteveli» è roba da bar sotto casa, non è un atteggiamento da classe dirigente. Prendere per il culo gli elettori non è un buon modo per tornare, alle prossime elezioni, a chiedergli il voto.

Se dalle parti del centrosinistra hanno intenzione di intendere l’opposizione come una sequela di tweet ironici, fotomontaggi di pessimo gusto, perculate su congiuntivi e sintassi e trafugamenti continui di dichiarazioni passate degli avversari poi smentite dai fatti allora è il caso che qualcuno vada dai dirigenti del centrosinistra a dirglielo chiaro: avete fatto cose di destra e alla fine hanno votato la destra ora sappiate che se farete i populisti voteranno sempre l’originale. Piuttosto cercate di capire cosa volete diventare voi. Meglio.

Buon venerdì.

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