Condividi

Nei primi anni 2000 un adolescente voleva condividere ciò che pensava della società congolese. Era così importante per lui. Cresciuto nella regione mineraria di Katanga nel sud-est della Repubblica democratica del Congo (RdC), voleva solo una cosa: finalmente parlare. Oggi 33enne, quel sogno di ragazzino Guy Muyembe è riuscito a realizzarlo in pieno. È infatti tra i fondatori, nonché il presidente, di Habari RdC, una delle realtà più dinamiche e frizzanti del panorama mediatico congolese: un collettivo – nato alla fine del 2015 – di oltre cento blogger e attivisti web, che usano la rete e i social network per dare voce alle opinioni dei giovani di tutta la RdC. Un lavoro non facile in un Paese che per anni è stato dilaniato da un sanguinoso conflitto e che oggi si trova nel bel mezzo di una pericolosa crisi politica, con i principali organi di informazione spaccati in due e i timori di una guerra civile alle porte.

«La sicurezza anche fisica dei nostri blogger è una delle maggiori sfide che ogni giorno ci troviamo ad affrontare – racconta Muyembe -. Il Congo è un Paese in cui l’intolleranza può portare a violenze contro chiunque dia un’opinione diversa o avanzi una critica». Non che questo li abbia mai fermati: età media sorprendentemente giovane (23 anni), questi citizen-blogger continuano a testimoniare, nonostante i pericoli, ciò che quotidianamente accade in ogni angolo del Paese, tormentato da estrema povertà, corruzione e violenza. Non è un caso che proprio loro siano stati scelti ad aprile come vincitori dei Freedom of expression awards nella categoria “Attivismo digitale”, il prestigioso riconoscimento internazionale che l’organizzazione inglese Index on censorship attribuisce ogni anno a coloro che si sono maggiormente distinti per il coraggio contro le diverse forme di censura.

«La situazione della stampa in Congo è…

L’articolo di Anna Toro prosegue su Left in edicola


SOMMARIO ACQUISTA

Commenti

commenti

Condividi