Pazienza, trent’anni senza. Senza Andrea. Il 23 maggio avrebbe compiuto 62 anni, il prossimo 16 giugno saranno trent’anni dalla sua scomparsa. Ma se la pazienza ha un limite, giusto per citarlo, Pazienza no. E la mostra inaugurata il 25 maggio al Mattatoio di Roma, nell’ambito di Arf!, svela due inediti del disegnatore, poeta, narratore grazie al quale il fumetto italiano non è tutto un “manga-manga” ma arte sequenziale capace di leggere quello che succede. Michele suo fratello, una vita a curarne l’archivio con Mariella, l’altra sorella, ne ricorda ancora il «coraggio sconfinato a mettersi in piazza, e a mettere in piazza gli altri». Per questo fu soprattutto una rockstar, personaggio unico nel suo genere. «Andrea si è espresso in molte forme – racconta Mariella – anche i suoi quadri erano di denuncia, ma si fermavano nelle stanze dei pochi che se li potevano permettere. A un certo punto volle privilegiare il fumetto proprio per comunicare al maggior numero di persone possibili. Senza mai porsi il problema se fosse un’arte minore». ripete Mariella soddisfatta di una mostra che lo cala di nuovo nel contesto dei fumetti, il medium che scelse per comunicare con la più ampia quantità di persone. Un filo che non si è mai spezzato.

La mostra è un viaggio nel tempo lungo 120 opere per raccontare l’eclettismo di Pazienza attraverso il fumetto: tutto Zanardi, da Giallo scolastico a Verde matematico, Pacco: e poi le vignette umoristiche, Tormenta e le caricature disneyane, La leggenda di Italiano Liberatore, lo spassoso Pertini, fino agli ultimi giorni di Pompeo. E il ritratto disegnato nell’86 alla morte dell’amico Stefano Tamburini per la copertina di Frigidaire, che in quel momento il direttore Vincenzo Sparagna preferì non pubblicare.
ARF!, che quest’anno cresce con un padiglione in più, ospita mostre anche su Alessandro Barbucci, Jordi Berner, Daniel Zezelj e Francesco Guarnaccia. Lectio magistralis con lo stesso Bernet, Altan ed Enrico Breccia.




