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“Ho agevolato in ogni modo il tentativo di governo, ho accolto la proposta di presidente del Consiglio, nel rispetto delle regole della Costituzione”, ha detto il presidente Mattarella, che ricorda: “Il capo dello Stato svolge un ruolo di garanzia che non può subire imposizioni”.

E’ inaccettabile per il presidente della Repubblica un ministro dell’Economia che possa portare all’uscita dall’euro. E se è pur vero che, come presidente, non può porre un veto politico, è anche vero che è chiamato a vigilare, nell’interesse del Paese. “Ho fatto il possibile per far nascere un governo politico”, ha sottolineato Mattarella, ma l’ipotesi dell’uscita dalla Ue, in questo modo non è congrua: “Se si vuole affrontare questo argomento andava fatto apertamente”, ha precisato. Adesso scatta il piano B, il governo del Presidente. Mattarella lo aveva già annunciato, come ultima ratio e convoca Cottarelli. Quanto alle elezione anticipate il capo dello Stato si rimette al Parlamento.

Intanto rimane in carica il governo Gentiloni, finché non giura un nuovo governo, quello di Gentiloni resta in carica per la gestione ordinaria.


Ma ricapitoliamo gli eventi:
Poco dopo le 19 il premier indicato da Lega e M5S Giuseppe Conte ha rimesso il mandato per la formazione del governo, dopo l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’annuncio è stato dato dato in modo secco dal segretario generale del Quirinale Zampetti, mentre M5S e Lega affermavano che il capo dello Stato avrebbe imposto “un veto su Paolo Savona”, il presidente della Repubblica Mattarella ha rimarcato che da parte del Quirinale non ci sono stati veti sui nomi di ministri, ma su questo ci sarebbe stato un “irrigidimento delle forze politiche”.

Nel rispetto dell’articolo 92 della Carta che recita così: “Il governo della Repubblica è composto del presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”. Ma i M5S e Lega chiedono l’impeachment. Si apre uno scontro sulla Costituzione.

Quel che appare grave è anche che la crisi sia già stata annunciata da Salvini, facendo un comizio a Terni, dove ha annunciato:” Sarei volentieri domani mattina al ministero dell’Interno per cacciare 500mila migranti, per affermare la legittima difesa, per dire che della salute dei bambini si occupano solo i genitori”, ha detto lasciando intendere di essere già in campagna elettorale. “Se qualcuno si prenderà la responsabilità di non far nascere un governo pronto a lavorare domani mattina lo vada a spiegare a 60 milioni di italiani”, ha detto Salvini, parlando di dittatura dello spread, “tralasciando” di dire che la Lega Nord ha votato a favore dei trattati di Maastricht, di Lisbona e al parteggio di bilancio in Costituzione.
Intanto Mattarella convoca Carlo Cottarelli, riponendo un governo in stile Monti. Siamo di nuovo a un governo tecnico, che neutro non è?
Non ci piace fare i gufi ( anche se vedono di notte) ma in qualche modo lo dicevamo già  su Left in edicola, dicendo “non con i sovranisti né con i liberisti”

L’articolo è tratto dal numero di Left in edicola


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