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Il nuovo nemico di Corbyn il rosso è il “western silence”, il silenzio dell’Occidente. Quello che riguarda gli ormai oltre cento morti della Grande Marcia del ritorno di questo 2018 a Gaza.

Shameful”. Vergognoso. La voce del leader laburista da Londra arriva in tutte le capitale europee, fino in Palestina. “Il silenzio, o peggio, il supporto di flagranti azioni illegali, da parte di molti governi occidentali, compreso il nostro, è vergognoso”, ha scritto sulla sua pagina ufficiale Facebook mentre martedì in migliaia, alla piazza del Parlamento di Londra, manifestavano per il “diritto al ritorno” del popolo palestinese.

A sinistra la denuncia e la memoria, a destra un silenzioso oblio. Corbyn, con appelli e dichiarazioni, non dimentica di ricordare la crudeltà del conflitto palestinese ogni mese, mentre la May tace. “La decisione del governo britannico di non supportare una commissione d’inchiesta indipendente alle Nazioni Unite a Gaza, o la più recente risoluzione che condanna l’uso indiscriminato della forza israeliana, è moralmente indifendibile”, ha continuato Corbyn, che ha già denunciato più volte le posizioni assunte dai conservatori.

Razzan Najjar, l’infermiera ventenne uccisa da un cecchino israeliano lo scorso venerdì 2 giugno, è morta a poche centinaia di metri dalla recinzione che separa la Striscia dal territorio israeliano. Il giorno dopo in migliaia erano al suo funerale, ma la sua uccisione è solo “l’ultimo tragico promemoria della brutalità indiscriminata, inflitta su ordine del governo di Benjamin Netanyahu”, ha scritto Corbyn che da aprile sta facendo pressione sul governo May affinché il Regno Unito sostenga le Nazioni Unite nell’intenzione di realizzare un’indagine internazionale sulla vendita di armi a Israele «in violazione delle leggi internazionali» sul commercio delle armi.

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