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È scontro aperto all’Università La sapienza di Roma tra il rettore Eugenio Gaudio e gli studenti dei collettivi e delle assemblee di facoltà. L’oggetto del contendere è la stretta securitaria messa in atto dall’ateneo, che rende più difficili le pratiche per organizzare eventi negli spazi universitari. Una pratica che da sempre contrassegna la socialità dell’ateneo romano. Nel mirino, in particolare, la dodicesima edizione della Notte bianca della Sapienza, kermesse autogestita divenuta ormai appuntamento tradizionale nella agenda culturale della Capitale. Per comprendere la vicenda, occorre però fare un passo indietro.

Dallo scorso gennaio, infatti, il Senato accademico dell’ateneo ha approvato un nuovo regolamento sugli eventi ludici all’interno della Città universitaria, nel quartiere San Lorenzo. Un regolamento che, di fatto, recepisce in toto il Testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza, riuscendo addirittura a renderlo più stringente di quanto già non fosse. Tra le principali problematicità che gli studenti contestano troviamo innanzitutto la necessità di ottenere i permessi di Comune e Questura, eccessivamente costosi e difficili da reperire, e l’obbligo di costituirsi in associazione iscritta all’albo, per poter chiedere autorizzazioni di qualsiasi tipo.

Il nuovo provvedimento dell’ateneo non ha comunque interrotto la storica proliferazione degli eventi autogestiti in università, una tradizione che da sempre caratterizza la Sapienza. Studenti e studentesse dei collettivi e delle assemblee di facoltà hanno continuato ad organizzare dibattiti, presentazioni di libri, eventi di sport popolare e feste di autofinanziamento sfidando i divieti posti dall’amministrazione.

Il pugno duro del rettorato, però, non si è fatto attendere. Dagli spazi autogestiti sgomberati ai cancelli sbarrati prima di una festa di autofinanziamento, passando per le aule negate in occasione di iniziative culturali, gli studenti si sono trovati davanti a un piano repressivo ben preciso.

«Per le aziende private che ogni giorno infestano la Città universitaria con i loro stand pubblicitari l’accesso è sempre più semplice – tuona una rappresentanza di studenti, dalla cassa montata durante un pranzo sociale nello storico “pratone” – mentre noi, che ogni giorno arricchiamo quest’università di cultura e socialità alternativa, ci ritroviamo con cancelli chiusi e minacce di denunce».

Per questo motivo, è partita una mobilitazione. Rifacendosi allo slogan che utilizza l’ateneo per le giornate di orientamento, i collettivi hanno lanciato la campagna “Porte aperte alla Sapienza”, una rassegna di assemblee, pranzi sociali e azioni. Il 29 maggio, gli studenti hanno interrotto l’assemblea del Senato accademico, presentando le loro rivendicazioni e le loro proposte, e ribadendo la centralità dei momenti di cultura e di socialità all’interno dell’università, che dovrebbero essere tutelati e garantiti.

Dalla pagina Facebook “Notte bianca Sapienza”, evento autogestito che ogni anno raccoglie migliaia di persone nella Città universitaria dell’ateneo più grande d’Europa, gli studenti fanno sapere inoltre che cercheranno – nonostante tutto – di garantire lo svolgimento della serata, sfidando i divieti imposti. L’evento prevede una giornata di sperimentazione culturale indipendente, di partecipazione e socialità. Sono previsti due palchi, con un hip hop contest, un’istallazione di videomapping, e numerosi live set e dj set musicali. Le spese che saranno raccolte, andranno a sostegno delle spese legali del movimento studentesco.

“Smascheriamo l’università di carta” è il sottotitolo dell’edizione 2018 della kermesse. «Università di carta. Perché ormai basata solo sul profitto e sulla rincorsa all’ambito pezzo di carta, mettendo da parte socialità e pensiero critico» spiegano gli organizzatori dell’evento nel video-comunicato, che riprende ironicamente l’estetica della celebre serie tv spagnola La casa di carta. «Noi non possiamo sottostare a questo gioco – continuano – per questo anche quest’anno, come ogni anno la Notte bianca ci sarà».

E, come ogni anno, le tappe di avvicinamento, la programmazione e le call per gli artisti di strada sono state lanciate sui social, mantenendo di fatto il solito impianto. Otto giugno è la data scelta per quest’edizione. Una giornata che cercherà di rimarcare soprattutto un discorso politico sulla riappropriazione degli spazi e della cultura all’interno delle mura universitarie, mettendo in crisi il regolamento della Sapienza e l’apparato securitario che ne consegue. Per smascherare «l’università di carta».

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