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Lasciare migranti in balia del mare, negare un approdo sicuro a un’imbarcazione di soccorso, dirottare l’accoglienza è delinquenziale. Lasciare al largo più di seicento persone fra i quali molti bambini, donne in gravidanza e minori è un’azione disumana, lucida, criminale che rivela politicanti disposti a tutto per un pugno di voti. Che politica è quella che fa la voce grossa con le persone più vulnerabili, impugnando vangeli e sciorinando rosari? La gestione salviniana del caso della nave Aquarius è stata paradigmatica. Dopo aver affermato tutto e il contrario di tutto, il governo legastellato è venuto alla scoperto; ora si è visto di che pasta è fatto: un indigeribile mix di razzismo e xenofobia, angusta e violenta difesa del proprio “particulare” cancellando ogni dimensione umana e di rapporto (e in questo modo perdendo completamente il senso della gravità della situazione, perdendo la capacità di comprendere e agire in un modo che non sia cieco e distruttivo).

Non si lasciano persone in mezzo al mare. Punto. Non c’è neanche il bisogno di spiegare perché. Non sono astratti comandamenti divini a imporcelo, è la nostra realtà di esseri umani in carne ed ossa, il nostro sentire, comprendere, immaginare, vedere la realtà dell’altro. Avendo perso ogni dimensione umana i nazisti pianificarono lucidamente la soluzione finale. Gli ebrei, i rom, i dissidenti politici, gli omosessuali, i malati mentali, gli handicappati ai loro occhi non erano più persone, ma ingombri al progresso e alla produttività, esseri subumani, cose, oggetti inanimati e inutili da bruciare e far sparire.

La storia non si ripete mai uguale. E non vogliamo fare equazioni meccaniche. Ma quel 17 per cento con cui il leghista Salvini, nei fatti, governa con il beneplacito dei grillini (33 per cento) è un numero che evoca le pagine più buie del nostro passato. Con il 19 per cento dei Blocchi nazionali, Mussolini entrò nel 1921 il quel Parlamento che un anno dopo lo mandò al potere. E a dargli man forte furono i gregari, fu «l’uomo qualunque», indifferente, superficiale, che considera la violenza come un fatto normale, che l’accetta senza scandalo, per stupidità, per calcolo personale, per cecità. Così una visione fatua e deresponsabilizzante del fenomeno strutturale dell’immigrazione ha dilagato in politica e sui media. Anche quelli di centrosinistra, come Repubblica che per sostenere la gestione securitaria dell’ex ministro dell’Interno Minniti, l’anno scorso parlava di «estremismo umanitario» delle ong (poiché fanno di tutto per salvare persone che rischiano di annegare!). Solo una visione stolida della realtà può far dire che organizzazioni non governative che soccorrono i migranti nel Mediterraneo agiscono come «taxi del mare» (formula inventata nell’aprile del 2017 dall’attuale ministro Luigi Di Maio). Poi, in campagna elettorale cominciò la pioggia di slogan grillini inneggianti a «sbarchi zero». Nel “contratto” di governo con la Lega sono diventati slogan forcaioli di espulsione di 500mila migranti. In spregio ad ogni fattibilità, visti costi esorbitanti per i contribuenti che avrebbero tali rimpatri forzati. Ma la demagogia populista se ne infischia della realtà. È accaduto anche nei giorni scorsi quando il ministro dell’Interno ha annunciato di voler tagliare i 35 euro che lo Stato spenderebbe per ogni migrante. Incurante del fatto che quei soldi vanno alle organizzazioni che si occupano di migranti (non ai migranti stessi), e dunque creano posti di lavoro, e soprattutto che quei soldi ci arrivano dall’Unione europea.

Sulla pelle dei migranti Salvini ha ingaggiato un braccio di ferro con l’Europa da cui non otterrà niente, se non una riduzione degli stanziamenti in aiuto all’Italia. Opposta è stata la scelta e l’azione politica del neo capo del governo spagnolo, il socialista e ateo Sànchez che non ha giurato sulla Bibbia ma ha offerto all’Aquarius un approdo a Valencia. «Non possiamo permettere di avere altre tragedie come quelle di Aylan» ha detto il sindaco di Valencia, Joan Ribo. «È fondamentale aiutare queste persone in un momento in cui le posizioni e i governi di estrema destra che si stanno manifestando in Italia e altrove lasciano abbandonati alla propria sorte 629 rifugiati, tra i quali 130 bambini». Semplice, naturale, rapporto con la realtà. Lontano anni luce dalla politica clericofascista che difende la vita fin dal concepimento ma lascia che le persone anneghino. Domande urgenti e radicali affollano la mente: come opporsi e combattere una politica che, abdicando a se stessa e al proprio fine del bene collettivo, diventa stampella delle destre e prassi disumana? Cosa c’è dietro questa accettazione silenziosa della violenza? Tornano in mente le parole della psichiatra Maria Gabriella Gatti al convegno che la settimana scorsa Left ha organizzato insieme alla rivista Il sogno della farfalla a Firenze: «Non si può non tenere conto della realtà non cosciente che è propria dell’essere umano, che dà senso alla vita ed ai rapporti. È la sola che può comprendere il gelo che si impossessa dei cuori, quando essi annullano i propri simili. Ed è la sola, la realtà non cosciente, ad avere la scienza per curarli, attraverso la ricerca per la malattia mentale e scoprendo la pulsione di annullamento».

Se la politica annulla la realtà umana dei migranti (quelli a bordo dell’Aquarius e quelli in arrivo) si apre una pericolosissima deriva. A chi dice «prima la patria, Dio e gli italiani» (Salvini), a chi dice «prima la sicurezza» facendo credere che i migranti rappresentino un pericolo (Toninelli) noi torniamo a dire «prima le persone». #restiamoumani.

L’editoriale di Simona Maggiorelli è tratto da Left in edicola


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