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Cinquant’anni dopo torna Yellow Submarine, la favola dei Beatles portata sullo schermo in un film visionario e poetico nel 1968 da George Dunning. Per l’occasione, Gallucci editore ha pubblicato una nuova edizione dell’albo con le illustrazioni di Heinz Edelmann e una nuova traduzione dei testi di Franco Nasi. Del libro pubblichiamo un estratto.

La copertina di Yellow Submarine, Gallucci editore, 2018

C’era una volta – o forse due – un paradiso non-terrestre chiamato… Pepperlandia. Era – o è ancora, non sono sicuro – un paese delle meraviglie, a ottantamila leghe sotto i mari, senza inverni, dove canti e risa cavalcavano la brezza, e dove non ti sentivi mai solo perché la Banda del Sergente Pepper suonava sempre la tua canzone preferita.
Ma se tu non avessi una canzone preferita o, peggio, non sopportassi la musica, spazzeresti via volentieri Pepperlandia per sempre, magari con uno starnuto. Proprio come voleva fare il cattivissimo Capo Bieco Blu.
Il Capo passò in rassegna l’esercito Bieco. «Sono pronte le truppe?»
«Pronte, Vostra Bluezza!» annuì freneticamente Max con la testa.
Le truppe erano schierate sull’attenti: il bulldog quadricefalo; i fuori di mela; i turchi azzannatori; e il terribile e clamoroso Guanto volante.
«Magnifiiico!» disse digrignando i megadenti il Capo. «Oggi, Pepperlandia la facciamo nera, anzi blu!»
Il Capitano Fred scappò per mettersi in salvo, mentre la folla si disperdeva.
«Arrivano i Biechi, arrivano i Biechi!»
Chi restò fu fatto blu dal clamoroso Guanto volante o trasformato in una statua di ghiaccio senza colore.
Il Capo Bieco Blu gongolava. «Continuate pure a suonare, tanto la musica è cibo per il Guanto!» E con la sua risata fece blu anche l’aria.
Solo Fred e il vecchio Signor Sindaco riuscirono a scappare.
«Presto, giovane Fred!» disse il Signor Sindaco ansimando.
Alla fine raggiunsero la grande piramide grigia che segnava il confine di Pepperlandia. Alla sommità una squillante striscia ocra macchiava il cielo: era un sottomarino giallo.
«La nostra musica si sta spegnendo, giovane Fred» disse il Sindaco. «Pepperlandia muore».
«Ma, Signor Sindaco, deve esserci qualcosa che possa fare!»
«C’è!» disse sottovoce il Sindaco. «Sali a bordo del sottomarino e cerca aiuto. Sei l’unico fra quelli
rimasti che può tenere in vita la musica…»
Fred salì a bordo e salpò.
Otto giorni e ottantamila leghe dopo, il sottomarino giallo riaffiorò a Liverpool.
In via della Speranza, che là chiamavano Hope Street, Ringo non sperava più.
“Liverpool può essere un posto tristissimo il sabato sera” pensava fra sé e sé. “Ed è solo giovedì mattina… Qui non succede mai niente”.
Come un pesce rosso in una pozza melmosa, il sottomarino lo seguì fino a casa.
Il Capitano Fred batté alla porta. «Ho bisogno di qualcuno, aiuto! Help
«Grazie, non m’interessa» disse Ringo.
«A come Amore, I come Immenso, U come Urge, T come Terribilmente, O come Oh, per favore, aiutatemi, help me» supplicò Fred.
Ringo aprì la porta con un cigolio.
«Il suo appello mi ha commosso… entri pure».
«Salve. Anzi: salute!»
«Ho starnutito, forse?» disse Ringo ridendo.
Ringo accompagnò Fred in un lungo corridoio.
«Sono sicuro che si potrà fare qualcosa – o come cantiamo noi, we can work it out – con l’aiuto, un piccolo aiuto, dei miei amici – with a little help from my friends».
Sbatterono contro Frankenstein.
«Frankenstein è un tuo amico?» chiese Fred.
«Oh, sì… uscivo con sua sorella… Phyllis».
Il mostro si liberò e ridivenne John.
Poi trovarono George e Paul.
«Ehi, John! Ehi, Paul! Ehi, George!» disse Ringo. «State a sentire il vecchio Fred!»
«Musica… Signor Sindaco… Sottomarino… Esplosioni… Biechi Blu» farfugliò Fred.
«Che cosa ne pensate?» disse Ringo.
«Secondo me» disse John «ha bisogno ancora di fare qualche prova».
Fred diede loro il benvenuto a bordo.
«Scusate, è tutto sottosopra, vediamo di mettere un po’ di ordine!»
«A me piace così» disse John.
«Un sotto-marino dev’essere un po’ sotto se no, se fosse solo sopra, sarebbe una barca».
«Abbiamo bisogno di un ticket to ride? Di biglietti per il viaggio?» chiese George.
«Solo se si parte per il Mystery Tour, per il viaggio misterioso» rispose scherzando Ringo.
«Chi mette in moto?» chiese Paul.
«Basta trovare un accordo» disse Ringo. «Dacci un LA, Paul!»
«Ecco, ma dove sono la leva e il pulsante per l’accensione?»
«Li ho trovati! Faccio io: sono un liverpoolsante nato» disse Ringo.
Un borbottio e i motori partirono. Poi le eliche, ruotando stabilmente a 33 giri al minuto, cantarono e rullarono il loro addio a Liverpool… e il piccolo sottomarino s’inabissò tra le onde.
Il tempo si fermò per un momento; gli orologi si battevano per un orario di lavoro più breve. Fecero rotta verso un mare mostruoso, il Mare di Mostri.
John guardò fuori dall’oblò. «C’è un banco di balene».
«Sembrano un po’ cresciute per andare ancora a scuola…» disse George.
«Andranno all’università allora… All’Università delle Baleari!» Le teiere versavano le loro pene d’amore al suono sentimentale di una cornetta alla crema. Pesci-stivale alla moda ballavano sul fondo del mare e prendevano a calci il piccolo sottomarino, finché…
…una risacca li fece vorticare e li mandò fuori rotta. Colpa dell’orribile Ciucciofante, che risucchiava qualsiasi cosa gli capitasse davanti!
«È un terribile pentolone ciucciatutto» disse George. «Che cosa facciamo?»
«Scaldiamoci un po’ d’acqua per il tè» disse John. «E tu, stammi bene, Ciuccio!»
Ma finirono inghiottiti nel ventre mostruoso dell’oblio…

 

Alcune tavole da Yellow Submarine dei Beatles, con i disegni di Heinz Edelmann (dal libro edito da Gallucci)

Yellow Submarine, uscito l’8 luglio 1968, tornerà cinquant’anni dopo, in una nuova versione restaurata, in tutti i cinema britannici. In Italia sarà possibile vedere la pellicola il 6 luglio a Roma, al cinema Caravaggio e a Milano al Teatro Guanella. Gallucci editore ha appena pubblicato due libri. Il primo è una nuova edizione dell’albo con le illustrazioni di Edelmann e il secondo è un pop-up a fisarmonica che riproduce gli stessi disegni in un formato tridimensionale.

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