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Chiariamoci. L’immigrazione (che è una falsa notizia, visto che si tratta di meno di 18.000 persone arrivate quest’anno, un catino, uno stadio da serie b di una partita bruttina, un concerto di un cantante neomelodico, per dire) sta su tutti i giornali e su tutti i telegiornali perché Salvini (e non Di Maio, e non il Movimento 5 Stelle preferirebbero parlare del Decreto Dignità) ha deciso di buttare in caciara la politica. Inevitabile: la melma è il suo ecosistema. Nell’amministrazione, le riforme e la politica invece ha poco da dire. Qualcuno dice che non bisognerebbe agevolare i salvinismi fingendo che non esistano. Grazie per il consiglio, grazie, ma fingersi morti per non farsi sbranare non è nella mia natura. No.

In questi giorni di zuffa si può provare a rispondere con i dati: non è vero che siano acclarati (come ha scritto Travaglio e come ripetono molti in coro) i rapporti tra ONG e criminalità organizzata. Anzi, proprio non esistono. Zuccaro si è fatto molta pubblicità ma la sua inchiesta è stata archiviata, come tutte le altre inchieste. Le ipotesi investigative non sono fatti, anche se qualcuno ci costruisce una linea editoriale. E la nave Iuventa (di cui Travaglio parla) è stata sequestrata per tutt’altro: questioni di legittimità territoriale. Se poi è acclarato ciò che pensa la maggioranza parlamentare allora qualcuno citofoni a Travaglio e gli dica che Ruby era la nipote di Mubarak.

La guerra c’è anche dove vige l’ignoranza di Salvini. Il ministro si è affrettato a twittare che le persone a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera provengano da Paesi non in guerra. Ritenere Paesi in pace il Pakistan, il Ciad, l’Egitto, la Libia, la Palestina (!), il Sudan e lo Yemen (dove si muore sotto le bombe fabbricate in Italia, tra l’altro) significa avere imparato la geografia e la storia con un tutorial su Youtube. Bocciato.

Poi c’è la frase finale, che si ripete ogni volta: perché non te li prendi a casa tua?, chiedono. Rispondo: non li prendo a casa mia per lo stesso motivo per cui non mi occupo del manto stradale della mia via, delle siepi del mio quartiere, per lo stesso motivo per cui domattina non faccio il turno né da chirurgo né da infermiere, non dirigo il traffico, non rimborso gli infortunati in guerra o sul lavoro, non pago di tasca mia le ferie e le pensioni o per lo stesso motivo per cui non poso binarie e guido treni. Pago le tasse nel mio Paese per ottenere servizi e dignità. Servizi e dignità. E su entrambi siamo messi maluccio.

A proposito: non sono forse gli stessi motivi per cui non ospitate i terremotati a casa vostra nonostante li usiate per giustificarvi? Credo proprio di sì.

Del resto, come scriveva lo scrittore francese André Gide, «meno è intelligente il bianco, più gli sembra stupido il nero».

Buon giovedì.

 

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