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«Il ministro Salvini dichiara che in Italia sarebbe in atto una “esplosione di aggressioni” da parte di pazienti psichiatrici. Gli italiani debbono sapere che si tratta di una notizia destituita di ogni fondamento… Forse il ministro non sa che una delle poche eccellenze riconosciute nel mondo all’Italia è il sistema della salute mentale, che conta una vasta e capillare rete di strutture psichiatriche… Non abbiamo bisogno di nuove leggi, ma di fondi per assumere medici, psicologi, assistenti sociali, riabilitatori, per non lasciare sempre più sguarniti di personale i servizi».
Con queste parole la Sip, Società italiana di psichiatria, tra le più importanti in Italia, ha risposto alle recenti affermazioni del ministro Matteo Salvini in merito alle condizioni del nostro sistema di salute mentale. Come argomentato da Francesco Fargnoli nell’articolo pubblicato su Left n. 29/2018, quelle affermazioni facevano da apripista ad una nuova proposta di legge della senatrice della Lega Raffaella Marin, che andrebbe a restaurare in psichiatria lo stato precedente la legge 180 del 1978. Premettiamo che non possiamo non ribadire quanto già affermato in questa nota dalla Sip, cioè che non è assolutamente vero che sia in atto un’esplosione di aggressioni da parte di pazienti psichiatrici, ma anzi è ampiamente dimostrato in letteratura che questi pazienti non sono in percentuale più coinvolti in atti violenti rispetto alla popolazione generale. Ma quanto affermato dalla Sip più avanti è a nostro avviso criticabile, ovvero che il sistema della salute mentale sarebbe una eccellenza riconosciuta nel mondo all’Italia. Infatti non ci risulta che altri Paesi si siano ispirati a questa legge per la costruzione dei propri sistemi di salute mentale, anzi al contrario all’estero piuttosto che concentrare le risorse nello smantellamento delle istituzioni esistenti sono stati sperimentati nuovi ed interessanti percorsi di cura. Ci riferiamo in particolare all’esemplare sforzo compiuto dalla psichiatria anglosassone (dall’Inghilterra all’Australia) dove ingenti risorse sono state concentrate nella costruzione di servizi specificatamente dedicati ai giovani a rischio o alla precocissima fase di esordio di una malattia mentale.
Questi governi hanno…

L’articolo di Martina Brandizzi e Viviana Censi prosegue su Left in edicola


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