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In un’intervista al Corriere della sera, il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, dice: «Vogliamo favorire il cambiamento. In primo luogo, per garantire il più rigoroso rispetto dei diritti dei migranti a partire dai diritti fondamentali. Scopo dell’iniziativa, per esempio, sarà informare meglio chi parte per ragioni economiche su cosa lo aspetta durante il viaggio. Diversa questione è quella dei rifugiati, che hanno diritto all’asilo, ma che vanno ripartiti in modo più equo in tutta Europa». Noi del Movimento degli Africani (Mda) nel maggio 2015, alla Camera avevamo illustrato una proposta che tutt’ora rimane la più dignitosa (vedi box a fine pagina, ndr).

Questa proposta ha il vantaggio di essere stata messa a punto da donne e uomini di origine straniera, che vivono in Italia da oltre trenta anni, sposati con cittadini di origine italiana, e che vivono in prima linea il dramma e i dolori, effetti collaterali della politica europea in generale e italiana in particolare sull’immigrazione. Purtroppo invece la proposta sull’immigrazione nel programma di governo avanzata dal ministro Matteo Salvini, il quale ha seminato e alimentato demagogia e paure sul tema dell’immigrazione, è basata sulla chiusura delle frontiere. Non è prevista nessuna possibilità di entrata regolare.

Eppure, se c’è un soggetto titolato a rendere conto degli effetti della politica sull’immigrazione, sono gli immigrati stabili. Chi sbarca, oggi, sulle coste italiane ha un contatto, un parente o un amico, in Europa. È importante coinvolgere gli immigrati stabili nella ricerca di soluzioni sostenibili allo spinoso problema dell’immigrazione.

Quasi trenta anni fa, nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1989, ci fu la barbara aggressione perpetrata da un gruppo di criminali i quali, coi volti coperti, fecero irruzione con armi e spranghe nel capannone dove dormivano Jerry Masslo e altri 28 immigrati; dopo aver intimato di consegnare tutti i soldi che avevano guadagnato in due mesi e oltre di lavoro nei campi, assassinarono Jerry. La sua storia dice molto del fenomeno dell’immigrazione in Italia ed è alla base della proposta fatta nel 2015 dal Mda. Il 21 marzo 1988, Jerry Masslo atterrava all’aeroporto Leonardo Da Vinci, con un volo dalla Nigeria. L’aereo era fra i mezzi più utilizzati dagli africani, se non il principale, per arrivare in Europa. Il visto di ingresso non era obbligatorio, né necessario, per una permanenza fino a tre mesi.

Così come accade oggi per i cittadini dell’Unione europea che vogliono recarsi negli Usa. Per turismo o per affari, i cittadini dell’Ue non hanno bisogno di un visto, bensì del solo biglietto di andata e ritorno, previa un’autorizzazione al viaggio elettronica (Esta). Viene rilasciata online dall’autorità statunitense, previo pagamento di una tassa (14 dollari). Nessun cittadino Ue deve passare il confine dal Messico per poter arrivare in Usa.

Appena sbarcato, Jerry Masslo chiese…

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La proposta del Movimento degli Africani Abolire la Bossi-Fini, dotarsi di una vera politica dell’accoglienza e dell’integrazione andando oltre l’emergenza, contrastare la continua strumentalizzazione politica e la propaganda irresponsabile dei media: questi i principali nodi della proposta di legge elaborata dal Movimento degli Africani nel 2015 e che ora pensano di rimettere sul tavolo in occasione dell’anniversario dell’omicidio di Jerry Masslo. Per quanto riguarda il fronte “profughi” il punto centrale è rappresentato dalla apertura di corridori umanitari nel quadro di un piano straordinario di accoglienza europea basato sulla libertà di scelta del Paese dove richiedere asilo, oltre alla chiusura dei Cpr (Centri di permanenza per il rimpatrio). Sul fronte delle politiche nazionali di integrazione e stabilizzazione degli immigrati: ripristino del ministero per l’Immigrazione, revisione delle regole sui visti di ingresso e soggiorno in Italia, snellimento delle procedure per il ricongiungimento familiare, abolizione della discriminazione elettorale nei confronti degli stranieri residenti, approvazione di una legge sulla cittadinanza basata esclusivamente sullo ius soli.

L’articolo di Ouattara Gassou prosegue su Left in edicola dal 24 agosto 2018


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