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Sono le immagini del gigantesco incendio che ha devastato il museo nazionale di Rio de Janeiro in Brasile. Le fiamme sono divampate domenica 2 settembre in serata quando il museo era già chiuso al pubblico e hanno distrutto importantissime collezioni con reperti provenienti dall’Egitto, opere e artefatti di epoca greco-romana, e antichi fossili di origine umana scoperti in Brasile. Compreso il più antico, risalente a 12.000 anni fa e noto come Luzia.

«Il principale e più antico museo di storia, arte, scienza del Brasile ridotto in cenere, ma il fuoco è arrivato solo a completare l’opera. La distruzione ha il suo mandante nel governo golpista che ha tolto quasi tutti i finanziamenti necessari alla sopravvivenza di istituzioni culturali, di educazione e ricerca come questa. Nel suo ultimo anno di esercizio (2016) il governo di Dilma destinava per questo museo 415 milioni di reais (88mln di euro circa, ndr). In due anni il governo Temer ha tagliato tutto, lasciandogli appena 54 milioni (2018), altro da aggiungere? Il piromane ha nome e cognome, si chiama liberismo». Così ha commentato sul suo profilo ufficiale Fb,  Gianni Fresu, dottore di ricerca in Filosofia alla Università di Urbino, professore di Filosofia politica alla Universidade Federal de Uberlandia (MG/Brasil).

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