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La propaganda governativa vuole che si parli del governo. Male o bene non importa. L’essenziale è di mantenere la mente del “popolo” concentrata su di sé e sul nemico da sconfiggere. Una propaganda che fa venire il mal di stomaco. Ogni giorno è peggiore del giorno precedente. Sembra che non ci sia limite all’assurdità di dichiarazioni sempre più stupide e violente a questa escalation senza fine di pensare e dire male degli altri. A leggere certe dichiarazioni e certi commenti viene lo sconforto. Sembra non ci sia più niente da fare per questo Paese. Sembra che la “gente” la pensi effettivamente come il governo. Perché la propaganda vuole farci pensare che tutti la pensano come il governo. Perché si vuole convincere chi legge a pensare di essere solo. Che chi non la pensa come il governo siano in pochi. Si vuole isolare ogni persona che la pensi in modo diverso. E non solo. Dopo la persuasione a pensare di essere soli si deve pensare che sia una colpa pensare diversamente dal governo. La colpa di non essere per il “cambiamento” che il governo sta portando nel Paese.

E forse è anche così. Il governo vuole un “popolo” di persone che evitino di pensare. Evitino di porsi domande perché tanto non serve. Non serve a nulla pensare che un’altra politica sull’immigrazione sia possibile, come dimostra l’esperienza di Mimmo Lucano a Riace. Una politica per la quale vengono prima le persone come peraltro è scritto a chiare lettere nella nostra Costituzione.

Oggi, dopo l’arresto di Mimmo Lucano, mi chiedo perché non sia mai stata sollevata la questione di incostituzionalità per la legge Bossi-Fini e Turco-Napolitano. E ancora meno riesco a comprendere quale delitto possa aver commesso Lucano per aver favorito o suggerito il matrimonio di persone italiane con persone non italiane.

La cosa significherebbe favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ma se questo è il reato allora chiunque aiuti una persona con nazionalità non comunitaria e non in regola con il permesso di soggiorno compie un reato. Chiunque dia da dormire o da mangiare a immigrati irregolari come per esempio l’associazione Baobab Experience, compirebbe un reato. Sono da arrestare anche loro?

Mimmo Lucano andrebbe insignito di una Medaglia al merito della Repubblica per aver fatto del tutto per far si che l’articolo 3 della Costituzione italiana sia applicato a tutte le persone in difficoltà che si trovano sul territorio della Repubblica. La propaganda del governo si nutre di nemici. E quando questi non ci sono vengono costruiti. Se ci sono interlocutori questi vengono accuratamente provocati per farli diventare nemici al più presto. Poi si screditano. E le loro proteste diventeranno la dimostrazione che si era nel giusto ad accusarli. Ma com’è possibile arrivare a pensare così male degli altri? Ogni essere umano ha rapporto con altri esseri umani. Ognuno di noi ha familiari, amici, conoscenti, magari persone che conosciamo tramite i media. Ognuno di noi ha decine o centinaia di conoscenze. Poi ci sono tutti gli altri. Tutti quelli che non conosciamo. Che rapporto abbiamo con chi non conosciamo? O forse è meglio dire, cosa pensiamo di loro?

Certamente sappiamo dell’esistenza di sconosciuti. Magari ci riferiamo a loro classificandoli per la nazionalità o per il colore della pelle o per la professione o per qualunque altra caratteristica. E allora parliamo degli italiani o dei francesi, delle donne o degli uomini, degli europei e dei cinesi, degli scienziati o degli artisti, degli operai e degli immigrati. Cosa pensiamo di tutte quelle persone che non abbiamo mai visto e che certamente non conosceremo mai nella vita? Quali certezze possiamo avere della realtà di quelle persone? Certamente Salvini e quelli come lui pensano che chi non è come loro è pericoloso. Perché pensano che al fondo tutti gli esseri umani siano naturalmente perversi e violenti. Ciò che ci impedirebbe di scannarci per strada è la repressione data dall’educazione e quando serve dalla costrizione degli impulsi violenti. La verità della realtà umana sarebbe la violenza e la sopraffazione dell’altro.

Noi occidentali “educati” dal logos controlliamo la bestialità che è in noi, che invece è sospetta di essere senza controllo in tutti quelli che non sono come noi. Qualunque diversità è pericolosa perché potrebbe significare che il male e la violenza originaria non sono state represse adeguatamente. Ecco perché fa notizia l’immigrato violento. Perché alimenta questa narrazione.

Quel è la “cura” di Salvini & co? È la sopraffazione fisica sull’altro perché rimane l’unica possibilità di rapporto con il “mostro”. Salvini non può vedere che la verità è esattamente l’opposto. Per capirlo basterebbe osservare i bambini. Il pensiero naturale, spontaneo di ogni essere umano è la certezza dell’esistenza di altri esseri umani simili a se stessi con cui avere rapporto. E questo perché c’è un’uguaglianza di fondo che non è per costruzione culturale ma è per nascita (M. Fagioli, Istinto di morte e conoscenza).

La violenza che alcuni esseri umani esprimono si sviluppa in conseguenza di rapporti negativi che si sono vissuti nell’infanzia dopo la nascita. Il bambino che subisce un genitore violento reagirà con un sentimento di odio e di colpa per quell’odio che sente. Si sentirà in colpa per aver perso l’amore per il proprio genitore. Avrà paura di perdere gli affetti e purtroppo, il più delle volte, annullerà se stesso nel tentativo di ritornare alla situazione precedente. Allora tutto passa. Ma la perdita degli affetti è la superficie immobile che nasconde la perdita dell’idea dell’uguaglianza originaria, la perdita della matrice del pensiero che sta alla nascita. Allora l’altro, il diverso, diventa estraneo, nemico, pericolo da tenere lontano da cui diffidare sempre. Perché in quell’individuo non c’è più l’idea di rapporto possibile con l’altro. E quindi il nemico è un’idea che è dentro di sé. Quelli come Salvini pensano degli altri ciò che essi stessi sono. Sono loro in primis le persone che non sanno avere rapporto con gli altri. È il loro pensiero che è violento e sono pericolosi e violenti per questo motivo. Il loro disegno è far sì che il mondo sia uguale a ciò che essi pensano che sia e fare così in modo che gli altri la pensino come loro.

Il motivo? Non sentirsi più soli come sono sempre stati nella loro vita.

L’editoriale di Matteo Fago è tratto da Left in edicola dal 5 ottobre 2018


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