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Mimmo Lucano vittima della mafia che ruba il pane o di un governo che ritiene quello suo, un progetto scomodo? Un paese morto che rinasce dal modello Lucano, Riace era diventato un lusso dei poveri dove non ci mancava più nulla, la crisi era sconfitta, una nuova vita ai commercianti, case aperte. Aveva dato una svolta ai disperati e ai cittadini, un paesino abbandonato, abitato dagli anziani, presidi sanitari e scuole chiuse dove niente funzionava più.

Lucano ha creato una cosa che portava all’integrazione e all’autonomia dei beneficiari, senza nessuna speculazione dietro, né sui mercati, né sui rifiuti, né sui campi di lavoro. Disperatamente vedere persone adulte, bambini piangere nel dover abbandonare questa terra, è difficile, fa male. Era diventata la loro terra, dove si era creata una nuova vita. “L’anima”.

Il modello Lucano era un esempio per tutti i locali di come si sconfigge la criminalità organizzata che approfitta della disperazione dei migranti, sfruttandoli nei campi, nello spaccio, nella prostituzione. Chi ha capito Lucano saprà che si tratta di un modo per combattere l’illegalità senza un tornaconto che alcuni propongono nel senso propagandistico. Riace ha dato dignità e fiato a tanta vita nonostante le difficoltà.

La Calabria è una terra che si trova agli estremi dell’Italia, non solo dal punto di vista geografico ma anche dal punto di vista sociale. Non è una terra dimenticata, ma…

L’articolo del poeta maliano Soumaila Diawara prosegue su Left in edicola dal 14 dicembre 2018


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