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Lo scandalo della pedofilia che la Chiesa continua a giudicare un peccato, un delitto contro la morale e non un crimine dei più efferati, quale è. Le chiese vuote. Il meccanismo dell’8 per mille tutto in favore della Conferenza episcopale italiana, che anche la Corte dei Conti stigmatizza ( come scrive la segretaria Uaar Adele Orioli in questo numero di Left).

La questione irrisolta dell’Ici sugli immobili ecclesiastici. Non sono pochi i problemi che la Chiesa dovrebbe affrontare al suo interno. E poi c’è il più grosso dei guai per Oltretevere: la società – perfino quella italiana – si va sempre più rapidamente secolarizzando. Di fronte a questa enorme débâcle, per coprire l’inesorabile declino papa Francesco chiama in causa il diavolo, seguito da una pletora politici genuflessi, tra cui spicca l’esimio capo di gabinetto del ministero della Famiglia, Cristiano Ceresani, che passerà alla storia per aver detto che è di Satana la colpa del cambiamento climatico. Sul diavolo punta il Vaticano. E punta su un esercito di esorcisti pronti a intervenire, con tanto di licenza riconosciuta da Bergoglio, come raccontano Provera e Tulli nella loro inchiesta e nel loro libro edito da Chiarelettere Giustizia divina. Nel nuovo millennio è una autentica pazzia che si continui a invocare il demonio come il principe di questa terra.

Nel 2018 come si spiega che questo tipo di visione medievale, anti storica, anti umanista, antiscientifica possa ancora sopravvivere? Il matematico Piergiorgio Odifreddi offre un suggerimento più che sensato: la causa è il massiccio indottrinamento dei bambini a scuola. La dottrina è sempre quella e, tanto per stare sul tema del diavolo, ancora il Catechismo della Chiesa cattolica del 1992 metteva in guardia dagli attacchi del maligno.

Per fortuna, come documentano studi come Piccoli atei crescono (Il Mulino) di Franco Garelli, sono sempre meno i giovani che ci cascano. Non altrettanto si può dire dei politici italiani che siedono in Parlamento. Per fede o per convenienza, poco cambia. Tanto che si fa sempre più folto l’intergruppo parlamentare in difesa della vita e della famiglia: annovera la senatrice Paola Binetti dell’Opus Dei al pari di Quagliariello che in Aula urlava “assassini” alla volta di chi aveva sostenuto la volontà di Eluana Englaro, che prima del tragico incidente aveva detto di non voler sopravvivere attaccata alle macchine, qualora fosse caduta in stato vegetativo permanente, come era accaduto a un suo amico.

Furono politici cattolici di destra e di sinistra a imporre anche l’antiscientifica e crudele Legge 40 che all’articolo 1 difende i diritti dell’embrione, più che quelli della madre e che, nella prima versione, obbligava le donne a farsi impiantare tutti e tre gli embrioni ottenuti con tecniche in vitro, anche se malati. Cambiano i governi, cambiano le maggioranze, ma i crociati Pro Vita cascano sempre in piedi, ottenendo ampio ascolto dal Parlamento italiano. Così il ministro della Famiglia Fontana, con il sodale senatore Pillon, attacca la Legge 194, vorrebbe impedire alle donne di abortire (pagando) e fa programmi perché le italiane tornino in massa a fare figli.

Il governo giallonero tratta le donne come figurine da presepio, obbedienti nel farsi fecondare dallo spirito santo. Che le donne debbano prendere a modello Maria, del resto, non è solo una fissa delle destre.

In questo si è distinto anche il filosofo Massimo Cacciari, osannando Maria «che accoglie nel suo ventre il figlio di Dio e il suo Logos», osannando «il suo donarsi all’ascolto del volere di Dio come iperlibertà». Misoginia e razzismo innervano i discorsi e le proposte politiche dei cattolici in politica, da Salvini a Pillon, da Cacciari a Binetti.

Superati a destra solo dai suprematisti bianchi americani vicini a Dave Dukes che vuole far rinascere il Ku Klux Klan. Il fondamentalista cristiano Steve Bannon è un loro sodale. E a lui si ispirano politici nostrani come Meloni e Salvini. Impugnando il Vangelo e il rosario difendono la purezza della razza, fantasticando un delirante piano di sostituzione etnica ad opera dei migranti. Un problema che riguarda “solo” la destra fondamentalista? Come abbiamo scritto in altre occasioni non crediamo alla favola della Chiesa buona contrapposta a quella cattiva. Una sola è la dottrina, uno solo è il dogma.

Nel 2014 Bergoglio durante un’udienza in Santa Marta ha detto che un bambino battezzato non è uguale a uno non battezzato. Chi non è stato battezzato per il papa non ha la stessa dignità di appartenenza alla comunità. Noi rifiutiamo questa discriminazione, rifiutiamo l’idea che sia un rito iniziatico a dare identità a un neonato.

L’editoriale di Simona Maggiorelli è tratto da Left in edicola dal 21 dicembre 2018


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