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Mi piacerebbe, proprio mi piacerebbe tantissimo, ascoltare gente in giro che si scosta, che dice mi scusi, che chiede per cortesia, e che si ammorbidisce di fronte a vecchi e bambini, che siano gialli, rossi, neri, bianchi, storpi, sani, malati, alti, nani, belli, bruttini, simpatici, rognosi.

Mi piacerebbe incontrare gente che mi dice grazie, o per favore e mi piacerebbe imparare a non limitarmi a porre le domande per cortesia ma addirittura ascoltare le risposte, come fa il Bubu. Ascoltare, sapere, occuparsi, preoccuparsi di come sta la gente che ho intorno, che incrocio, con cui ho a che fare e che troppo spesso ci inciampo come se fossero marciapiedi o sassi. E invece sono persone.

Mi piacerebbe prendere una siringa, un estrattore, uno di quei marchingegni da scienziati topi di laboratorio e riuscire a rubare il fluido che tiene insieme le persone. Che le tiene insieme nonostante tutto. Quelle che riescono a dire di qualche parente o di una persona che amano “questo di lui proprio non lo sopporto” e lo dicono con il cuore che sanguina amore.

Mi piacerebbe vivere in un Paese in cui incontro gente che mi dica “no, questo non lo so fare” , oppure “per fare questo c’è gente molto più preparata di me”. Sarebbe incredibile, vero?

Mi piacerebbe sentire “ho sbagliato” e avere il coraggio di dirlo più spesso. Al bar, sentire bullarsi delle proprie sconfitte, oltre che delle vittorie, raccontando come in fondo siamo tutti così fallibili, soli e persi, in questo mondo.

Mi piacerebbe che un’opinione non marchiasse la sua persona. Ma che abbia il dovere di essere argomentata. Altrimenti sarebbe uno spot. E allora mi piacerebbe alzare la mano e urlare “e no! e basta! con ‘sti spot! Anche fuori dall’intervallo dei partite o dei film! Basta con gli spot fuori dalla televisione! Ma non vi sentite ridicoli a fare gli spot ambulanti, dal vivo, come gli uomini hamburger che invitano ad approfittare del cheeseburger in offerta a un dollaro!”.

Mi piacerebbe vivere in un Paese in cui stare male sia un problema talmente diffuso che chiunque stia troppo bene abbia il dubbio di godere di qualcosa che forse sarebbe meglio dare agli altri. Ve li immaginate? Milioni di persone che si incontrano in piazza e si dicono: “Ti devo qualcosa?” oppure “ho esagerato in qualcosa” e tutti che si mettono d’accordo. A posto così.

Mi piacerebbe vivere in un Paese giusto. Mica giusto perché ha fatto i conti giusti con la giustizia. Giusto perché ognuno pensa di averci messo del suo, per quel che può.

Buon giovedì.

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