Condividi

Pedofilia nel clero: il card. Pell mai sfiorato dalla magistratura ecclesiastica e il Concordato che in Italia garantisce l’impunità dei preti. Sono alcuni dei temi di cui ha parlato il giornalista di Left Federico Tulli intervistato dal Alessandro Principe durante la trasmissione Radar su Radio Popolare.

CLICCA SUL VIDEO PER ASCOLTARE

Il cardinale George Pell, principale consigliere finanziario di papa Francesco e ministro dell’Economia vaticano, è stato giudicato colpevole da un tribunale in Australia di abusi sessuali su due ragazzini di 13 anni e rischia fino a 50 anni di carcere. Secondo quanto riporta l’Ansa, l’udienza di condanna inizierà il 28 febbraio. Pell continua a dichiararsi innocente e il suo avvocato prevede di ricorrere in appello. Il verdetto unanime dei 12 membri della giuria della County Court dello stato di Victoria è stato emesso l’11 dicembre dopo oltre due giorni di deliberazione, ma reso pubblico solo oggi. Nel frattempo al cardinale è stata revocata la libertà su cauzione ed è detenuto nella Assessment Prison di Melbourne, in attesa della sentenza prevista per il 13 marzo.

Stando ai giudici, il cardinale, 77 anni, avrebbe molestato i due bambini di 13 anni componenti del coro dopo aver servito messa nella cattedrale di San Patrizio a Melbourne nel 1996, quando all’epoca aveva 55 anni. La giuria ha anche dichiarato che Pell si è reso colpevole di aver aggredito in modo indecente uno dei ragazzi in un corridoio più di un mese dopo.

Il 12 dicembre scorso siamo stati tra i pochi a dare la notizia della condanna comminata a Pell ora divenuta pubblica.

Il cardinale Pell condannato in Australia per violenza su due minori

Per approfondire ulteriormente vi proponiamo l’articolo di Elena Basso in cui si ricostruiscono i motivi che hanno portato il porporato alla sbarra nel suo Paese.

Chiesa e pedofilia, le spine del cardinale Pell

Commenti

commenti

Condividi