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Migranti da «ammazzare tutti» compresi «donne e minori» perché anche questi ultimi sono pericolosi dato che «sono soggetti che poi formano le baby gang». Il sindaco Orlando «da denunciare e condannare», mentre De Magistris da mandare direttamente «nel forno». E poi, ancora, odio contro i magistrati che hanno osato chiedere un processo per Matteo Salvini; odio verso Gino Strada, l’Anpi, Laura Boldrini, solo per citare i più drammaticamente gettonati. Il mondo social della galassia nera si muove sottotraccia, in gran segreto. Al suo interno però si dà libero sfogo a odio, razzismo incontrollato, nei confronti di chi è ritenuto diverso e, solo per questo, pericoloso. A essere difeso a spada tratta, invece, lui: Matteo Salvini. Unico eroe per il quale si rincorrono i più classici degli hashtag (#nonmollare, #miocapitano e via dicendo). Un’indagine degli anni scorsi del periodico online dell’Anpi Patria indipendente, ha rivelato che sono oltre 4mila le pagine facebook neofasciste, neonaziste, razziste, per un totale di milioni di “mi piace”. «Ma nella modalità dei gruppi segreti – spiega Carla Nespolo, presidente nazionale dell’Anpi – non ci sono più remore di alcun tipo». Left è riuscito a entrare in questo mondo segreto, e quello che abbiamo scoperto lascia senza fiato. A cominciare dalla valanga di gruppi chiusi. C’è chi rivaluta la storia del fascismo, come il gruppo Le guerre degli italiani i cui iscritti ritengono sia in atto una nuova «invasione della Nostra Nazione» ad opera di «orde di profittatori, scansafatiche e malavitosi, che vengono in Italia a non far niente». In ognuno di questi gruppi, gli iscritti si danno del «camerata», si salutano con il classico «a noi», pubblicano rime e motivetti come «Cuore nero batte fiero», si augurano una «buona giornata fascista». Gli stessi gruppi hanno nomi evocativi: Per l’onore d’Italia, Amici a cui piace Avanguardia Nazionale, Ultima Legione, Movimento nazionalista, Destra federale, Fronte nazionale italiano. Ma la rete è ancora più vasta. Gli stessi iscritti, e spesso anche i medesimi post xenofobi e incitanti alla violenza, si ritrovano anche in…

L’articolo è tratto dal numero di Left in edicola


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