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Ricostruire un discorso pubblico di sinistra, dovrà essere il nostro compito nei prossimi mesi e anni.
Il livello di disumanità raggiunto da questo governo non ha precedenti, per questo, per come si sta sedimentando nella popolazione il pensiero individualista e rancoroso, non potrà essere rovesciato con un semplice passaggio elettorale, ma bensì attraverso la ricostruzione di un’idea complessiva alternativa, radicale ma credibile.
Un’idea che possa diventare direttrice comune.
Per questo motivo, quei momenti di convergenza e condivisione di prospettive e valori, per un popolo smarrito e senza alcun punto di riferimento da anni, rimangono oggi segnali importanti per un processo di ricostruzione di una sinistra ampia e plurale.
Così i quasi due milioni di partecipanti alle primarie, sono un elemento da valorizzare, tentando di intercettare la volontà e le ragioni che hanno spinto così tanti a mettersi in fila nei circoli e ai gazebo.
E lo sono le centinaia di migliaia di persone che hanno manifestato contro il razzismo, che vivono le lotte territoriali, animano le vertenze, costruiscono legami di solidarietà ogni giorno.
Rimangono vive nel nostro Paese infatti, esperienze e realtà propositive e alternative, che non si sono arrese e che oggi stanno provando a rimettere in moto un ragionamento di unità a sinistra, sempre più necessario e indispensabile.
Per farlo è però necessario un “effetto contagio”, che possa dare respiro a un ragionamento ampio per tutta la sinistra, che possa provare ad aprire contraddizioni e spazi di dibattito anche dove fino a oggi non è stato possibile.
Dopo il 4 marzo, molti si apprestarono a certificare la fine del bipolarismo centro destra-centro sinistra, sostituito da una destra destra e dal M5S, oggi possiamo dire che non esistono storie già scritte e che una sinistra, diffusa e contraddittoria, esiste e non è arresa.

Per questo la necessità urgente di raccogliere le diverse anime di questo mondo variegato ma vivace, farlo attraverso il rispetto di percorsi e storie diverse, valorizzando differenze e sensibilità.
Una sinistra ampia e inclusiva, non l’ennesimo progetto esclusivo che rincorre una purezza ideologica senza fine.
Una sinistra ad ampio raggio che nei nostri territori si articola nelle piccole organizzazioni, nei circoli di partito, nelle associazioni, nelle cooperative che praticano una vera alternativa al sistema economico.
Mettere insieme tutte queste anime, rispettando le diversità e imparando di nuovo a stare insieme.
Ripartire dalla politica quindi, dalla capacità di trovare gli strumenti giusti nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Ora e qui, invertendo la scala di valori etici e sociali, rovesciati, dove la vita di un migrante vale meno di un selfie.
Restando nel “gorgo”, continuando a seguire l’insegnamento del compagno Pietro Ingrao.

Lorenzo Ballerini è consigliere comunale di Campi Bisenzio (Firenze) 

 

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